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venerdì 5 marzo - Aggiornato alle 19:23

Nuovo Dpcm anti Covid: bar e ristoranti chiusi dalle 18. Serrata per cinema, teatri e palestre

Arrivano aiuti per categorie colpite. Scuole superiori dad al 75%. Raccomandazioni: restare nel proprio comune e smart working

Ristoranti, bar e gelaterie chiuse dalle 18, ma è garantita l’apertura domenicale con gli stessi orari, ossia dalle 5 alle 18. Il premier Giuseppe Conte ha firmato nel corso della notte il nuovo Dpcm con le misure restrittive anti-Covid che resteranno in vigore dal 26 ottobre al 24 novembre. Sospese anche palestre, piscine, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio. Serrata obbligatoria anche per cinema e teatri: il nuovo Dpcm dispone, infatti, la sospensione degli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi, anche all’aperto. Chiuse sale giochi, scommesse e Bingo: il decreto vanifica ‘l’effetto Tar’ ottenuto nei giorni scorsi dalle attività di settore umbre contro l’ordinanza della presidente Tesei. Il governo starebbe accelerando sulle misure di ristoro da 1,5-2 miliardi per le categorie messe più in difficoltà dalle misure. Un Consiglio dei ministri potrebbe essere convocato nelle prossime ore.

VIDEO: CONFERENZA STAMPA CONTE

Bar e ristoranti chiusi dalle 18 Nel testo definitivo del nuovo Dpcm con misure anti-Covid si legge che le attività dei servizi di ristorazione (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie) ‘sono consentite dalle 5 del mattino fino alle 18 del pomeriggio. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Resta consentita ‘senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti.

Aiuti per categorie colpite Per le categorie colpite dalle nuove misure contenute nel Dpcm il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato che «i ristori arriveranno direttamente sul conto corrente dei diretti interessati con bonifico bancario dell’Agenzia delle Entrate. Ci saranno nuovi contributi a fondo perduto. Ci sarà un nuovo credito d’imposta per gli affitti commerciali per i mesi di ottobre e novembre. Verrà cancellata la seconda rata Imu dovuta entro il 16 dicembre. Verrà confermata la cassa integrazione e una nuova indennità una tantum per stagionali del turismo, spettacolo, lavori intermittenti dello sport e ulteriore mensilità del reddito di emergenza e misure di sostegno per la filiera agroalimentare che risentirà di chiusura bar e ristoranti». Il governo punta a pubblicare in Gazzetta il provvedimento con tutti gli aiuti martedì.

Scuole superiori: dad almeno al 75% Nelle scuole superiori sarà possibile portare la didattica a distanza anche oltre il 75 per cento in base al nuovo Dpcm. Nella bozza di sabato era prevista “una quota pari al 75 delle attività” in dad, ma nella versione definitiva l’articolo è stato riscritto prevedendo “una quota pari almeno al 75 percento delle attività”, andando di fatto incontro alle Regioni che avevano chiesto di portarla al 100 per cento.

Invito a restare nel proprio Comune Nel nuovo Dpcm è fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi. Questa nuova formulazione non fa specifico riferimento a spostamenti tra Comuni o tra Regioni che restano consentiti, ma andrebbero fatti soltanto se sono veramente necessari. Fortemente raccomandato anche l’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori privati.

Stop feste per cerimonie Nella versione definitiva del Dpcm restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Sono ‘vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Tra le misure anti Covid anche il divieto di fare sagre, e fiere di qualunque genere e gli altri analoghi eventi.

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