Currently set to Index
Currently set to Follow
martedì 16 agosto - Aggiornato alle 03:20

Covid-19: tre morti, più ricoveri e meno contagi. Regione: «Positivi non dichiarati possono vaccinarsi»

Riduzione dei nuovi casi del 22,7 per cento, mentre in Italia la flessione è del 25 per cento.

Tre morti, lieve aumento ricoverati e 1.162 nuovi casi. Emerge dal bollettino del 28 luglio sulla diffusione del Covid-19 in Umbria dove nelle ultime 24 ore sono stati analizzati 633 molecolari e 4.060 antigenici, con un tasso di positività del 28,6 per cento, che resta in diminuzione rispetto a quello di giovedì scorso, che segnava 31,66. Negli ospedali i ricoverati sfiorano quota 300, attestandosi precisamente a 298 (quattro in più) di cui sette in rianimazione (uno in più), 161 pin area medica (tre in più) e 130 in altri reparti (senza variazione). I guariti sono invece 1.433 e permettono di piegare ancora la curva degli attualmente positivi, che si attestano a 21.075 (274 in meno). Tre, infine, i morti segnalati con il bollettino odierno, che portano a 1.957 il numero dei decessi.

Gimbe: «Nuovi contagi giù del 22 per cento»
Nelle ultime ore, poi, la Fondazione Gimbe ha anche pubblicato il focus settimanale (20-26 luglio) da cui emerge una nuova frenata del contagio, che per l’Umbria vale una riduzione dei nuovi casi del 22,7 per cento, mentre in Italia la flessione è del 25 per cento. Omogenea la situazione anche nei due territori provinciali, con Terni che registra un decremento del 23 per cento per i nuovi casi e Perugia che fa rilevare un -22,8 per cento. Col virus in ritirata dalla scorsa settimana scende anche l’incidenza degli attualmente positivi ogni 100 mila abitanti, che in Umbria si attesta 2.497, ovvero 259 in meno della settimana precedente. Resta da record e soprattutto oltre il 40 per cento l’occupazione dei posti letto di area medica, che in Umbria è del 42,4 per cento, ma non è l’unica regione a questi livelli di saturazione (Valle d’Aosta 41,7). Contenuta, invece, l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva, che gira al 4,7 per cento in Umbria, sostanzialmente in linea con il dato nazionale, che è di 4,4 per cento. Sul fronte della vaccinazione, infine, la cosiddetta quarta dose di vaccino, in base al monitoraggio di Gimbe in Umbria è stata somministrata al 9,5 per cento della popolazione over 60, con una copertura che è quindi inferiore a quella media del paese, che gira a 12,9 per cento.

Positivi non dichiarati Al 19 luglio la prevalenza della variante omicron 5 ha raggiunto l’83 per cento, complessivamente Omicron 4 e 5 superano il 90 per cento. Dall’ultima riunione del Comitato tecnico scientifico è emerso che la combinazione delle due varianti comporta un’elevata contagiosità. Inoltre, in queste ultime settimane, a differenza dei mesi precedenti, si sta osservando che tra i pazienti che hanno avuto necessità di cure domiciliari e ospedaliere, una percentuale sempre più alta presenta una sintomatologia importante: tra questi pochissimi hanno completato il ciclo vaccinale con le due dosi booster. L’Umbria sui numeri relativi alla somministrazione della seconda dose booster sta comunque recuperando: il 26 luglio ad esempio, sono state somministrate 1086 dosi, «ma è necessario – fa sapere la Regione – che tutti gli over 60 e i soggetti fragili, siano sensibilizzati sul fatto che, anche se non obbligatoria, la quarta dose è fortemente consigliata perché, in questo momento, rappresenta uno strumento importantissimo per la protezione dalle forme gravi della malattia. Gli esperti del Cts nel corso dell’incontro hanno aperto una finestra sul tema delle mancate registrazioni di positività: ovvero hanno voluto chiarire in modo puntuale che i cittadini che hanno contratto l’infezione dopo la prima dose booster (la cosiddetta terza dose), anche se non l’hanno dichiarato, trascorsi 120 giorni dall’accertamento in privato della positività, potranno tranquillamente vaccinarsi con quarta dose». Per incentivare le vaccinazioni la Regione, oltre ai punti vaccinali attivi sul territorio, ha rinnovato le convenzioni per la somministrazione delle dosi, con i medici di medicina generale e le farmacie.

I commenti sono chiusi.