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giovedì 24 settembre - Aggiornato alle 16:47

Covid-19, meno dell’uno per cento degli umbri ha sviluppato anticorpi

Si tratta di circa 7.500 persone contro i 1.475 casi ufficiali. Uno su tre è asintomatico, numeri alti tra personale sanitario

di Iv. Por.

Lo 0,9 per cento degli umbri ha sviluppato anticorpi dopo essere venuto in contatto con il Coronavirus. Si tratta di 7.519 persone stimate su 878 mila. Comunque circa cinque volte i 1.475 casi ufficiali registrati dalla protezione civile regionale. Lo ha rivelato l’indagine di sieroprevalenza i cui primi risultati sono stati resi noti da ministero della Salute e Istat. Con questi dati, gli 80 decessi ufficiali portano a un tasso di mortalità dell’1,06 per cento.

Il campione I risultati riguardano in totale un campione rappresentativo di 64.660 persone in Italia, che hanno effettuato il prelievo e il cui esito è pervenuto entro il 27 luglio. L’obiettivo iniziale era di un campione di 150 mila ma molti hanno rifiutato di sottoporsi al test. Nonostante ciò, è stato sottolineato, le tecniche adottate hanno permesso la produzione di «stime coerenti sia con i dati di contagio e mortalità sia con risultati di indagini condotte a livello locale in alcune realtà del paese». È chiaro che, essendo un’indagine a campione rappresentativo, i risultati sono stati proiettati sull’intera popolazione.

Quasi 1,5 milioni  di contagi Tornando ai risultati, la media italiana è del 2,5 per cento della popolazione risultata con IgG positivo, che ha cioè sviluppato gli anticorpi per il SarsCov2, quindi un milione e 482 mila italiani. Ma in Lombardia la prevalenza è del 7,5 per cento, seguita dalla Valle d’Aosta col 4, contro percentuali bassissime al Centro-Sud e in particolare di alcune regioni come Sicilia e Sardegna che fanno registrare lo 0,3 per cento. Per l’Umbria la stima dello 0,9 deriva da una forchetta con l’estremo inferiore allo 0,4 e quello superiore all’1,3 per cento.

Uno su tre asintomatico Dall’indagine emerge come il 27,3% delle persone che ha sviluppato anticorpi Covid-19 non ha avuto alcun sintomo. «Un dato elevato – è stato detto – che sottolinea quanto sia importante l’identificazione immediata delle persone affette dall’infezione, nonché di tutti gli individui con cui, a loro volta, sono entrate in contatto».

Dato alto tra medici e infermieri La prevalenza dello sviluppo di anticorpi al SarsCov2 è risultata simile per tutte le classi di età ma il livello più basso all’1,3% è per i bambini piccoli e per gli anziani è a 1,8% e «ciò forse perché c’è un effetto di protezione dei familiari per questi segmenti». Gli operatori della sanità sono i più colpiti, con il 9,8% e gli addetti alla ristorazione superano il 4%. Non emergono differenze di genere.

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