domenica 5 aprile - Aggiornato alle 08:20

Sanità, duro attacco dei sindacati: «Tagliate le indennità di sub-intensiva»

Cgil, Cisl e Uil puntano il dito contro Regione e Azienda ospedaliera di Perugia. Tanti problemi anche nelle case di riposo

L'ospedale di Perugia (foto Fabrizio Troccoli)

È un durissimo atto di accusa quello che i sindacati dei lavoratori della sanità dell’Umbria (Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl) lanciano all’azienda ospedaliera di Perugia e alla Regione a causa dlla sospensione delle indennità di sub-intensiva: «Siamo in piena emergenza – dicono – con decine di contagiati tra il personale sanitario e una grave carenza di dispositivi di protezione e lavoratori che non vengono messi in quarantena. L’azienda ospedaliera di Perugia si prodiga a fare striscioni e a chiamare eroi medici e infermieri, salvo poi tagliare gli stipendi. Abbiamo lottato e continueremo a lottare contro questa vergogna”.

La protesta «Pretendiamo – aggiungono i sindacati – che l’azienda di Perugia torni immediatamente sui suoi passi e che la Regione riconosca per tutte le aziende un’indennità per il rischio infettivo-biologico, da finanziare con fondi straordinari». Altre richieste stringenti delle organizzazioni sindacali – affidate peraltro a un volantino che sta circolando tra il personale sanitario – sono quelle di tamponi per tutti gli operatori, tutele sulla mancata quarantena e assunzioni immediate di nuovo personale. «Pretendiamo – concludono – che la Regione metta tutte le risorse necessarie integrando i fondi. Gli eroi si riconoscono con i fatti, non a parole».

Case di riposo In prima linea ci sono anche gli operatori delle tante case di riposo attive nella regione. I sindacati delle pensionate e dei pensionati dell’Umbria (Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil) martedì nel corso di un incontro hanno chiesto alla Regione di far fronte a una serie di criticità: «Le case di riposo – scrivono – sono uno dei fronti più scoperti nella lotta contro il coronavirus e per questo vanno dotate di strumenti di difesa al pari delle strutture sanitarie. Ma oggi, anche in Umbria, ci sono troppe criticità e le persone anziane stanno morendo».

Dpi e tecnologie «In particolare – spiegano i sindacati – è evidente che le dotazioni di dispositivi di protezione, mascherine nello specifico, sono insufficienti e vanno al più presto integrate, non solo per il bene degli ospiti delle strutture, ma anche di quello degli operatori socio-sanitari che vanno sottoposti tutti a tampone per isolare possibili focolai». In più nelle struttura c’è il problema dell’isolamento nel quale le persone anziane ospitate sono piombate in questi giorni, non potendo più ricevere, giustamente, le visite dei familiari: «Quello che chiediamo – dicono Spi, Fnp e Uilp – è di consentire agli anziani di parlare con i propri cari attraverso gli strumenti digitali che oggi lo consentono ampiamente».

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