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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 19:27

Covid 19, nuovi casi +44 per cento in sette giorni. Coletto: «Over 80 ricoverati tutti senza quarta dose»

Rt cresce ancora a 1,44 e contagio colpisce soprattutto tra 44 e 65 anni. Incidenza più alta a Orvieto e Gubbio. Bollettino

Un infermiere nel drive through di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

di Chia.Fa.

Anche in Umbria l’ultima settimana 15-21 giugno fa registrare un’impennata del 44 per cento di nuovi casi. Lo certifica il focus della fondazione Gimbe rilasciato, come sempre, giovedì mattina che segnala un aumento dei nuovi casi in tutte le regioni italiane e in 105 province, quindi tutte tranne Vibo Valentia e Caltanissetta. In crescita anche gli indicatori ospedalieri, specie quello che riguarda l’area medica. Sul punto è l’assessore alla sanità, Luca Coletto, a dire che «da un’analisi delle ospedalizzazioni emerge che l’età media dei ricoverati è 79 anni, mentre tra gli over 80 trattati in ospedale nessuno ha fatto la quarta dose e tutti hanno superato la soglia dei 120 giorni dall’ultima somministrazione di vaccino».

Covid 19, nuovi casi +44 per cento in sette giorni In particolare, l’Umbria fa rilevare un incremento del 44 per cento dei nuovi casi (era 20,5 per cento la scorsa settimana), che è però inferiore a quello nazionale, che si attesta al 58,9 per cento. Molto differente la situazione nelle due province umbre con quella di Terni che gira intorno al 57 per cento, mentre a Perugia si attesta al 39,3 per cento. Per quanto riguarda gli attualmente positivi su 100 mila abitanti, invece, l’Umbria torna sopra quota mille, segnando precisamente 1.035 (era 841), sostanzialmente in linea con il dato italiano, che segna 1.013.

Rt sfiora 1,5 L’Rt sulle diagnosi calcolato per gli ultimi 14 giorni con media mobile a 7 giorni è in aumento attestandosi ad un valore di 1,44 (era 1,26). Dallo studio emerge che l’andamento regionale dell’incidenza settimanale mobile per classi di età mostra un trend in aumento in tutte le fasce, l’incidenza più elevata è riscontrata nella classe d’età tra 45 e 64 anni, mentre quella più bassa i bambini di età compresa tra i 3 e 5 anni.

Incidenza: più alta a Orvieto e Gubbio Per quanto riguarda l’incidenza, nella settimana dal 13 al 19 giugno, tutti i distretti sanitari hanno un tasso inferiore a 500 casi per 100 mila abitanti, fanno eccezione Orvieto (713) e Gubbio (568), anche se altri sei distretti sono oltre 400: si tratta di Marsciano-Todi 477, Foligno 462, Assisi 454 Terni 436, Spoleto 430 e Perugia 423. Più contenuta, invece, l’incidenza dei comprensori di Trasimeno 351, Narni-Amelia 347, Valnerina 307 e Città di Castello 249.

Bollettino 23 giugno Nelle ultime 24 ore, poi, in Umbria si sono contati 956 nuovi casi a fronte di 3.383 tra test e tamponi, che consegnano un tasso di positività del 28,2 per cento in netta crescita su quello di giovedì scorso che segnava 22,8 per cento. In questo quadro, si registra un nuovo balzo in avanti degli attualmente positivi, che salgono a 9.949 (ovvero 555 in più), perché i guariti sono stati 400.. Il bollettino del 23 giugno 2022 segna anche un nuovo decesso, col bilancio delle vittime da inizio pandemia che ora segna 1.884. Nelle ultime 24 ore, invece, non fa registrare variazioni il numero dei ricoverati che sono 118 ricoverati (uno in più) di cui uno in rianimazione (senza variazioni), 90 in area medica (due in meno), 27 in altri reparti (tre in più).

Crescono i ricoverati non gravi Sul fronte ospedaliero, invece, anche in Umbria cresce la saturazione dei posti letto in area medica, che raggiunge il 17,2 per cento (era 13,9), con un tasso che è più del doppio di quello italiano, che segna 7,5 per cento. Ampiamente sotto controllo, ma comunque in aumento sulla scorsa settimana, l’occupazione delle terapie intensive, che in Umbria segna 1,2 per cento (era zero) a fronte del 2,2 per cento nazionale.

Quarta dose, anziani e ospedalizzazione Coletto, rilevando che tutti gli over 80 ricoverati non hanno ricevuto la quarta dose e che in generale l’età media dei pazienti positivi trattati in ospedale è di 79 anni, afferma che «alcuni dei soggetti per i quali è consigliata la quarta dose, magari ha avuto il Covid in questi mesi, ma di certo c’è, che sulla somministrazione della quarta dose siamo indietro (solo il 12,01 della popolazione per la quale è consigliata), non tanto per la categoria delle persone fragili, ma per gli over 80, che sono certamente esposti a maggior rischio di sviluppare malattia severa e che con la somministrazione della quarta dose da subito, avrebbero una copertura decisamente più efficace». In particolare, il report di Gimbe segnala che la quarta dose in Umbria è stata somministrata al 46,9 per cento delle persone immunodepresse, mentre a livello nazionale si è al 40 per cento, mentre la quarta dose per over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti Rsa si è al 7,9 per cento a fronte del 19,1 per cento italiano.

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