martedì 4 agosto - Aggiornato alle 18:53

Covid-19 fase due dal 4 maggio: ok a funerali, rientro a casa, parchi, take away e sport lontano da casa

Riapre edilizia, manifattura e commercio all’ingrosso. Vietati assembramenti, resta autocertificazione. Perplessità delle Regioni

Restano vietati gli assembramenti, quindi nessun party neanche privati nelle case o familiari. Disco rosso per gli spostamenti fuori regione se non per comprovati motivi di lavoro o salute. Ok a spostamenti dentro la propria regione, ma continuerà a servire l’autocertificazione. Per la fase 2 è mantenuto l’obbligo sia del distanziamento sociale quantificato in un metro che l’uso delle mascherine, con quelle chirurgiche che costeranno 0,5 euro.

IL TESTO DEL DPCM

Parchi, sport e asporto Ma dal 4 maggio c’è l’ok alle al rientro nella propria residenza, per chi è rimasto bloccato lontano da casa a causa del lockdown, e la riapertura dei parchi, giardini e ville, ma i sindaci potranno vietarlo con apposite ordinanze se non saranno in grado di garantire il divieto di assembramento, fermo restando che gli ingressi dovranno essere contingentati. Ok anche all’attività motoria e sportiva lontano da casa, con la seconda che richiede 2 metri di distanziamento sociale. Consentite anche le sessioni di allenamenti per gli atleti delle discipline individuali professionisti o comunque riconosciuti di interesse nazionale. Consentita per la fase 2 anche la ristorazione da asporto: si entrerà uno alla volta e il cibo non potrà essere consumato davanti al locale.

Funerali sì, altre celebrazioni no Via libera dal 4 maggio anche ai funerali, ma con non più di 15 familiari e possibilmente all’aperto, ferme restando mascherine e guanti, mentre rinviata la ripresa delle altre celebrazioni religiose.

Costruzioni, manifattura e ingrosso Per quanto riguarda le attività produttive dal 4 maggio ripartono manifattura, costruzioni e commercio all’ingrosso funzionale ai due comparti. «Si tratta di un passaggio molto importante – ha detto in conferenza stampa il premier Giuseppe Conte – su cui c’è un piano molto articolato nel decreto, ma la riapertura è consentita sul presupposto del rispetto da parte delle aziende dei protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro. Riprenderà – il flusso dei lavoratori che si spostano e per questo le aziende di trasporto devono rispettare il protocollo a loro dedicato».

Fase 3 e 4 Dal 18 maggio, invece, quando dovrebbe scattare la fase 3, riaprirà il commercio al dettaglio e potranno riprendere gli allenamenti delle discipline di squadra, mentre l’orizzonte per bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici e massaggio è quella del primo giugno.

Conte: «Convivenza col virus» Questi i contenuti del dpcm presentato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte nella serata del 26 aprile che ha detto «ora inizia la fase di convivenza con il virus e dobbiamo essere consapevoli che la curva del contagio potrà risalire in alcune aree del paese, dobbiamo dircelo chiaramente il rischio c’è e dobbiamo assumercelo con metodo e rigore». Nella fase 2 «sarà ancora più importante mantenere la distanze di sicurezza, servirà il comportamento responsabile di ciascuno: se vuoi bene all’Italia – ha detto il premier – devi evitare che il contagio si diffonda, mai avvicinarsi, rispettare le distanze di sicurezze, almeno un metro, anche nelle relazioni familiari». Conte ha aggiunto che secondo «scienziati ed esperti un contagiato su quattro è causato da relazioni familiari: vogliamo tutti che il paese riparta, ma l’unico modo è non ammalarci. Anche il governo ha il compito specifico di vigilare costantemente per tenere curva sotto controllo e siamo pronti per intervenire in modo rapido ed efficace laddove curva del contagio dovesse diventare critica».

Le perplessità delle Regioni Sul dpcm da Palazzo Donini vengono manifestate una serie di perplessità su cui vengono chieste al governo delle risposte nette ad alcuni quesiti, tra cui come attuare le norme per il distanziamento sociale, chiarimento sull’obbligo delle mascherine, come attuare l’obbligo e chi le fornisce. Sulla riapertura dell’edilizia e della manifattura, la presidente Donatella Tesei, che dal centro regionale di Protezione civile di Foligno, ha incontrato in videoconferenza i colleghi Bonaccini, Fontana e Musumeci, incontrerà i prefetti. La governatrice, poi, come altri, ha manifestato preoccupazione per l’assenza nel dpcpm di misure per i bambini alla luce del rientro al lavoro di molti genitori, sollecitando il governo a individuare misure per sostenere le mamme e i papà. Chiarimenti sono stati chiesti anche sui servizi alla persona, come la ripresa di attività di colf e badanti, e sui trasporti sia pubblici che privati all’interno e all’esterno dei perimetri dei Comuni e delle Regioni di residenza. Infine, sono state sollecitate risposte anche sui tempi di ripresa del comparto turistico, ma più in generale è stato richiesto un calendario chiaro sulla ripresa delle attività.

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