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Covid-19, ecco chi sono i 76 morti in Umbria: metà ultra 80enni, 37 già con patologie gravi

Il più giovane un 52enne perugino, la più anziana una suora di 103 anni. Vittime più uomini che donne

Due operatori impegnati nel reparto di terapia intensiva di Perugia (foto ©U24)

di Ivano Porfiri

Il Coronavirus in Umbria ha ucciso 76 persone in 77 giorni, tra il 12 marzo e il 28 maggio, 49 uomini e 27 donne. Il più giovane un perugino di 52 anni, la più anziana una suora di 103. In generale, le donne morte erano più anziane, ma comunque la metà esatta, 38, era ultra 80enne e 37 erano affette da una o più patologie croniche. Il picco dei decessi (7) si è registrato il 27 marzo. Lo dicono i dati forniti a Umbria24 dalla Regione Umbria.

Forse più morti di quelli ufficiali Sui 1.431 casi totali registrati finora, vuol dire un tasso di mortalità grezzo del 5,31 per cento. Tutto questo considerando solo i numeri ufficiali. Se, infatti, come sembra ormai certo, i contagi fossero stati considerevolmente maggiori (si stimano oltre 10 mila di cui gran parte asintomatici, ma solo l’indagine di sieroprevalenza in corso darà un quadro certo), osservando l’impennata delle morti avvenuta a marzo in molti comuni umbri rispetto alla media dei 5 anni precedenti, il numero dei decessi attribuibili al Covid-19 potrebbe salire oltre i 100. Siamo lontani anni luce dalla strage avvenuta in alcune province lombarde, ma la fiammata del virus in Umbria c’è stata eccome.

Identikit dei deceduti Ma vediamo chi ha perso la vita per il Coronavirus in Umbria. Secondo la Regione, «le caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da Sars-CoV-2 non si discostano sostanzialmente da quelli nazionali». Metà erano ultra 80enni, ma le donne avevano un’età più alta rispetto agli uomini e la distribuzione dei decessi nei due sessi mostra un netto prevalere del sesso maschile, in particolare nei soggetti con età inferiore agli 80 anni.

LA FIAMMATA DEL COVID IN UMBRIA

Da 52 a 103 anni Nel dettaglio, si tratta di 49 uomini, di cui 34 con meno di 80 anni (il più giovane un perugino di 52 anni deceduto il 19 aprile) e 15 ultra 80enni. Le donne decedute sono 27 di cui solo 4 con meno di 80 anni e 23 sopra questa soglia. La più anziana è la suora di 103 anni che viveva nel convento di San Bernardino a Porano deceduta il 3 aprile.

Castello e Perugia con più vittime Città di Castello è stata quella che ha pagato di più in termini assoluti di vite umane perse, 14, seguita da Perugia con 11 e Orvieto con 7. Terni ha dovuto piangere 4 morti, Umbertide, Porano e Stroncone 3. In rapporto alla popolazione sono però i piccoli Porano, Giove e Costacciaro a far registrare i valori più alti.

Patologie preesistenti Molto si è parlato anche delle condizioni cliniche delle vittime, con il virus che ha aggravato situazioni già particolarmente fragili. Su 76 decessi avvenuti fino ad ora, sono state registrate patologie croniche preesistenti in 37 casi e, per alcuni, risultavano presenti due o più patologie. Nello specifico, il virus ha contribuito alla morte di 10 pazienti con tumori attivi, 5 con diabete mellito, 21 affetti da malattie cardiovascolari, 9 da malattie respiratorie croniche, 6  da malattie neurologiche croniche e 4 da altre patologie. Questo, tuttavia, vuol dire anche che 39 persone non avevano particolari patologie e, nonostante questo, hanno perso la vita a causa del Covid-19.

 

 

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