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sabato 1 ottobre - Aggiornato alle 03:06

Covid-19, altri 500 nuovi casi ed esperti Regione: «Trend in lieve aumento». Coletto spinge per i vaccini

Di fatto tutti gli indicatori risultano in leggera crescita: nelle ultime 24 ore altri sei morti e nuovo balzo in avanti degli attualmente positivi

Infermiere al lavoro (©Fabrizio Troccoli)

Più di 500 nuovi casi e lieve flessione dei ricoverati, ma si contano sei morti. Emerge dal bollettino sulla diffusione del Covid-19 in Umbria dove sono trattati nei reparti 105 pazienti (quattro in meno) di 76 in area medica (uno in meno) e 29 in altri reparti (tre in meno), mentre, come capitato un paio di settimane fa, tornano a svuotarsi le terapia intensive (ieri c’era un paziente).

Bollettino Umbria 22 settembre Elevato anche oggi, però, il bilancio dei decessi: ieri erano stati nove e oggi sono sei, che fanno salire a 2.111 il numero delle vittime in Umbria dall’inizio della pandemia. I nuovi casi, invece, sono 507 ed emergono all’esito di 421 molecolari e 2.003 antigenici, che consegnano un tasso di positività del 20,9 per cento, in crescita su quello di giovedì scorso, che segnava 19,2 per cento. I guariti, infine, sono 355 e per questo gli attualmente positivi continuano a crescere, oggi sono 3.427 (146 in più).

«Trend in leggero aumento» E insieme al bollettino in Umbria il 22 settembre è arrivato anche l’aggiornamento settimanale del Nucleo epidemiologico regionale, secondo cui la curva epidemica, come pure la media mobile a 7 giorni,  mostra un trend in leggero aumento rispetto alle settimane precedenti. In particolare l’incidenza settimanale mobile (un caso ogni 100 mila abitanti) rilevata il 20 settembre scorso gira a 303, con un andamento sempre in lieve crescita in tutte le classi d’età. L’Rt (calcolato per gli ultimi 14 giorni con media mobile a sette giorni) è in leggero aumento attestandosi a 1,23, mentre anche gli esperti osserva, in questa settimana di settembre, una diminuzione dei ricoveri.

Coletto Il trend in leggero aumento spinge l’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, a evidenziare che, «anche se non è evidente un aumento marcato in alcune aree territoriali o fasce di età piuttosto che in altre, va segnalato che la tendenza a contrarre il virus è leggermente più alta nella popolazione con più di 65 anni. Proprio per questa popolazione è raccomandata quindi, la somministrazione della quarta dose che protegge dalla malattia grave».

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