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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 14:43

Coronavirus, i due umbri a Wuhan in attesa del rientro: «Stanno bene». Rinviato Festival delle Arti dei bambini

Le autorità cinesi: «Impossibile far arrivare studenti e insegnanti delle scuole di Pechino e Chongqing». Umbria Jazz: «Solidarietà»

Il Mercato di Wuhan chiuso per il Coronavirus (Fonte: SISTEMA 12)

di Iv. Por. e Chia.Fa.

Mentre le autorità sanitarie fanno scattare le necessarie contromisure, il “Coronavirus” comincia a creare ripercussioni nelle relazioni tra la Cina e il resto del mondo, Umbria compresa. Tra la cinquantina di italiani ancora bloccati a Wuhan ci sono anche i figli del folignate Daniele Rimatori, che contattato da Umbria24 si è limitato a spiegare che «sono in contatto con l’Ambasciata italiana in Cina e sono in attesa di indicazioni su come fare rientro in Italia. Entrambi si trovano in un’abitazione di Wuhan e stanno bene, per ora non vogliamo aggiungere altro». In base a quanto emerge gli italiani che si trovano nella città epicentro del Coronavirus dovrebbero tornare in Italia con un percorso in due step, ossia con un spostamento via terra, non è chiaro per ora verso quale destinazione, per poi da lì fare ritorno in Italia. Per tutti, questa l’ipotesi, sarà necessario un periodo di 14 giorni di osservazione in ospedale.

Festival rinviato Intanto la Regione annuncia che il Festival delle Arti dei bambini Cina-Italia, previsto a Perugia per il prossimo 5/7 febbraio, è stato rinviato. Sabato scorso Joy Education di Pechino e il loro partner operativo Jilitour di Roma hanno comunicato l’impossibilità di far arrivare in Italia studenti e insegnanti delle scuole di Pechino e Chongqing a seguito delle misure prese dal governo centrale e dalle autorità cittadine cinesi in relazione alla drammatica vicenda del “Coronavirus”. Seppure provenienti da città non direttamente a rischio studenti ed insegnanti sono stati comunque bloccati dalle restrizioni di viaggio decretate dal Ministero dell’Educazione e comunque in vigore in tutta la Cina.

Uj: «Solidarietà» In un comunicato, Umbria Jazz esprime «piena solidarietà con l’impegno del Governo cinese e delle migliaia di operatori coinvolti in questa difficile battaglia contro il coronavirus. Siamo vicini ai bambini e agli insegnanti che non potranno essere a Perugia come previsto per dare vita a questo straordinario, gioioso esperimento di interscambio volto a ricercare ed esaltare il linguaggio comune della creatività e dell’arte posto a base del percorso educativo ed esperienziale dei giovani. Vogliamo segnalare la nostra partecipazione e solidarietà mantenendo la mattina del 6 febbraio, presso il Teatro Morlacchi, in occasione dello spettacolo “Tempo di Chet”, l’incontro dei bambini delle scuole perugine del Comprensivo scolastico 2 con il musicista Paolo Fresu, dedicandolo ai piccoli amici cinesi costretti a restare in patria dal virus».

Messaggi ai bambini cinesi Nei prossimi giorni, inoltre, bambini e insegnanti delle scuole perugine (Comprensivo scolastico 2, Scuola dell’infanzia Santa Croce) invieranno messaggi e disegni ai bambini e alle scuole cinesi per testimoniare la profonda solidarietà e l’emozione per la vicenda drammatica che li sta colpendo. Anche il coro dei bambini promosso dalle scuole invierà alle scuole cinesi un video di testimonianza con il lavoro fatto per preparare il Festival. Umbria Jazz ringrazia infine Joy Education e Jilitour di tutti gli sforzi fatti per dare vita ad un progetto che ha ricevuto il Patrocinio delle autorità cinesi, del Ministero della Cultura e Turismo Italiano, della Regione Umbria e del Comune di Perugia.

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