martedì 31 marzo - Aggiornato alle 07:49

Coronavirus, ospedale Terni chiude punto prelievi e limita visite ai pazienti: le misure

Gli accessi al Santa Maria vanno vagliati dal personale addetto alla portineria centrale, chi mostra sintomi respiratori resta fuori

Ospedale di Terni (foto Rosati)

di M. R.

Si susseguono, soprattutto in ambito sanitario, le misure per impedire la diffusione del Coronavirus e gestire eventuali emergenze. In questo senso già da alcuni giorni l’ospedale di Terni sta limitando le visite ai pazienti, nonché gli ingressi all’obitorio. Predisposti corsi di formazione specifici per affrontare i casi di Covid-19 e dal primo giorno di marzo è chiuso il punto prelievi ospedaliero. Gli utenti Usl 2 potranno rivolgersi ai relativi Pes di appartenenza.

Covid-19 L’ospedale ha inoltre disposto la chiusura dell’ambulatorio centralizzato di preospedalizzazione presso i poliambulatori garantendo comunque, se necessario, l’attività decentrata. Gli accessi al nosocomio vanno vagliati dal personale addetto alla portineria centrale. «Tutti i reparti, comprese le terapie intensive, – si legge nel provvedimento – dovranno mantenere chiuse le porte di accesso alle unità operative, predisponendo un registro al fine di documentare i dati personali , la data e l’orario dei caregiver o dei familiari che accedono. Consentita la presenza di un solo visitatore alla volta per ogni paziente e l’ingresso ai reparti è off limits per persone con evidenti sintomi respiratori.

Gestione emergenze Aboliti gli accessi diretti al pronto soccorso oculistico, cardiologico, orl, ostetrico-­ginecologico e pediatrico. I pazienti dovranno essere sottoposti a triage specifico per Coronavirus come da scheda regionale se identificato come ‘non caso’ potranno continuare il percorso all’interno dell’ospedale. Inoltre, l’azienda ricorda che dipendenti e utenti che abbiano soggiornato nelle zone a rischio epidemiologico come identificate dall’OMS ovvero nei Comuni Italiani ove è stata dimostrata la trasmissione locale del virus devono comunicare tale circostanza al dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria territoriale competente (0744204330).

Acciaieria di Terni Nel frattempo se le mascherine sono andate a ruba ovunque, è successo anche all’interno del sito siderurgico di viale Brin. È attraverso il badge dei dipendenti che in alcuni reparti è possibile rifornirsi dei cosiddetti dispositivi di protezione individuali. In questi giorni però, visto il consumo anomalo di filtranti facciali, l’azienda li ha rimossi dai distributori automatici, affidandoli ai preposti di reparto. «È consentita – è scritto in un avviso – solo la richiesta legata ad uso proprio destinato alla protezione durante le attività lavorative. Vietata ogni richiesta per altri fini». A proposito di divieti, ha chiesto scusa il ristoratore ternano autore di un cartello col quale invitava i cinesi a restare fuori dal suo locale. Lo ha fatto rispondendo a Radio24: «Non sono razzista, ma ho un figlio asmatico, poi ho capito che il fenomeno non riguarda solo la Cina».

 

 

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