martedì 29 settembre - Aggiornato alle 21:53

Perugia, stop alle tariffe di asili nido e servizi scolastici. La Tari si pagherà

La giunta dà il via libera all’esonero per retta, mensa e trasposto fino a fine emergenza. Rifiuti, niente rinvio per la prima rata

La classe di una scuola

di D.B.

Stop alle rette degli asili nido, mense e trasporto scolastico. La giunta comunale di Perugia ha approvato mercoledì la delibera per esonerare le famiglie dal pagamento delle tariffe dei servizi educativi e scolastici. Il provvedimento, che è stato proposto dal vicesindaco Gianluca Tuteri, è valido per tutto il periodo della sospensione degli asili nido e delle scuole a seguito dei provvedimenti del governo nell’ambito dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia di nuovo coronavirus; a usufruire del servizio mensa sono circa 4 mila utenti, mentre 1.800 del trasporto scolastico. «Riteniamo che questa decisione, dettata dall’equità e dal buon senso, sia doverosa – dice il vicesindaco Gianluca Tuteri – per rispetto dei grandi sacrifici che tutte le famiglie stanno compiendo in questa fase di emergenza nazionale. Si tratta di una decisione che avevamo assunto come Amministrazione comunale già da tempo e, in particolare, nel corso della precedente seduta di giunta del 18 marzo scorso, al termine della quale avevamo deliberato di dare mandato agli uffici affinché predisponessero gli atti necessari per procedere alla formalizzazione del provvedimento di esonero».

Nodo Tari A chiedere uno stop ai pagamenti la settimana scorsa erano stati i consiglieri comunali del Partito democratico, i quali puntavano anche al rinvio della prima scadenza della Tari, fissata per il 3 aprile. In questi giorni infatti nelle cassette della posta di circa 85 mila utenze sono arrivati i bollettini con la prima rata che, se fosse pagata da tutti, permetterebbe a Palazzo dei Priori di incassare quasi 14 milioni di euro. Per il rinvio occorrerebbe modificare il regolamento in vigore ma il tempo stringe e, complici i mancati incassi e gli equilibri di bilancio, è molto probabile che la prima rata vada pagata. Molto, in futuro, dipenderà anche da ciò che farà il governo per aiutare i Comuni per quanto riguarda la sospensione dei tributi. Da ricordare poi che gli utenti del servizio quest’anno non potranno pagare la Tari, se volessero, in un’unica soluzione: l’Arera, cioè l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha infatti imposto una nuova metodologia di calcolo che aziende e Comuni stanno studiando. Il risultato è che per quest’anno sono previste quattro rate, con le prime tre che copriranno l’84% della tariffa e l’ultima, il 3 dicembre, a saldo.

I pensionati A chiedere un rinvio del pagamento sono i sindacati dei pensionati, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, che giudicano «inopportuno l’operato del Comune, per non aver previsto un congruo rinvio nei pagamenti degli acconti Tari, stante la situazione di assoluta emergenza e l’impossibilità di procedere ai pagamenti nei tempi richiesti. Chiedono quindi all’amministrazione di disporre una consistente proroga per detti pagamenti, per non aggiungere ulteriori disagi ai cittadini», «Inoltre – continuano – poiché tutti i Comuni, e quindi anche quello di Perugia, non possono stabilire le tariffe Tari per il 2020 prima della definizione dei criteri ed il pronunciamento dell’apposita Autorità nazionale, non si condivide la scelta di chiedere per le tre rate dei bollettini un acconto pari all’84% sulla tariffa pagata nel 2019 anziché il 75%, come sarebbe logico. A meno che Perugia non intenda aumentare per il 2020 la tariffa, che è già tra le più alte in Italia».

Pd insoddisfatto A esprimere «profonda insoddisfazione per l’inopportuna scelta di non posticipare la scadenza della prima rata della Tari» è il gruppo consiliare del Pd che si dice anche «sbalordito per la scusa velatamente utilizza dall’amministrazione relativa alla mancanza del tempo necessario per convocare la commissione e il consiglio al fine di modificare il regolamento. Ricordiamo a tal proposito che, oltre a non aver ancora attivato le videoconferenze per le attività consiliari, in questo caso nemmeno ci sarebbe bisogno. Infatti molti altri comuni umbri hanno scelto di posticipare la scadenza della Tari con un atto di giunta».

Le ordinanze Sempre mercoledì intanto come annunciato nelle scorse ore la giunta ha prorogato almeno fino al 3 aprile le ordinanze che modificano gli orari di accesso alla Ztl e la sospensione del pagamento negli spazi a parcometro presenti sull’intero territorio comunale. «Si ricorda – spiega il Comune – che il primo provvedimento prevede la possibilità di accedere alla zona a traffico limitato con accesso esclusivamente dai varchi di via Baglioni, via Battisti e via della Sposa in deroga ai provvedimenti vigenti, sospendendo quindi il divieto di transito dalle 7 alle 13. Resta confermato, invece, il divieto di transito e sosta dalla mezzanotte alle 7 dei giorni feriali e festivi». L’accesso è consentito «solo al personale impegnato in servizi essenziali e indifferibili quali enti pubblici, banche, poste, servizi assicurativi, farmacie e para farmacie, esercizi commerciali al dettaglio e le altre categorie presenti nell’allegato 1 e 2 del Dpcm dell’11 marzo 2020.I lavoratori e chi per le necessità consentite dalla legge transiterà e sosterà in centro storico dovranno essere muniti della autocertificazione comprovante le esigenze di spostamento come stabilito dai provvedimenti governativi».

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