mercoledì 8 febbraio - Aggiornato alle 04:15

Convegno su scie chimiche, il Comune trova la soluzione: organizzatori rinunciano a patrocinio

La locandina del convegno

di Dan. Bo.

Niente più patrocinio del Comune di Perugia al convegno «Scie chimiche, geoingegneria e manipolazione climatica» in programma a Perugia il prossimo 23 aprile. «Valutiamo sia opportuno – scrivono in una nota gli organizzatori che giovedì alle 12 all’hotel La Rosetta di Perugia spiegheranno le loro ragioni nel corso di una conferenza stampa – sottrarre il Comune di Perugia al vergognoso attacco strumentale che il Cicap e alcune forze politiche di opposizione, hanno attivato nei giorni scorsi contro la concessione del patrocinio, da parte del Comune stesso, al convegno». Gli organizzatori quindi hanno deciso di rinunciare al logo di palazzo dei Priori, che scomparirà dal manifesto.

IL CONVEGNO E LE POLEMICHE

Exit strategy Formalmente non sono gli organizzatori (Alternativa riformista di Amato John de Paulis e altre associazioni) a poter rinunciare al patrocinio, ma è il Comune che deve revocarlo e così in questi giorni la soluzione è stata studiata proprio dagli uffici del sindaco Andrea Romizi, non indifferente alla valanga di critiche piovute su palazzo dei Priori. Giorni di telefonate e trattative alla fine delle quali è stato tirato fuori il coniglio dal cilindro: la rinuncia al patrocinio da parte degli organizzatori, così da permettere al Comune di non revocarlo dopo averlo concesso e agli organizzatori di non uscirne troppo male. Nei giorni scorsi appena si era diffusa la notizia del patrocinino a un convegno in cui si avalla una delle peggiori bufale in circolazione da anni e ampiamente smentita, sul Comune (centinaia i commenti sulla pagina Facebook di palazzo dei Priori) erano piovute dure critiche dal mondo scientifico e da quello politico, tanto che i consiglieri Pd hanno presentato un’interrogazione sul caso.

IL COMUNICATO DEGLI ORGANIZZATORI

Gli organizzatori Nel loro comunicato però gli organizzatori (tra i relatori c’è anche chi crede che gli attentati di Bruxelles siano un falso) non demordono: «L’autorevolezza della nostra battaglia di verità è fondata su documenti ufficiali e prove scientifiche che comprovano l’esistenza del fenomeno denunciato da noi e da molti altri». Veridicità e prove scientifiche («la scienza non è democratica» come ha ricordato più persone più volte in questi giorni) che in realtà non hanno mai convinto tantissime persone. Gli organizzatori parlano di «toni e argomenti di chi vuol negare a tutti i costi l’evidenza» che sono «sempre gli stessi, arroganti e liberticidi», e parlano di «inseminazione di nubi con varie sostanze chimiche» e di esperimenti che sarebbero capaci di «produrre quei fenomeni meteorologici estremi e distruttivi sempre più frequenti». Quindi secondo Alternativa riformista e gli altri, benché non vi siano prove scientificamente attendibili, «il problema non è più dimostrare o negare la realtà delle scie chimiche», bensì «chiedere con forza un controllo pubblico e trasparente di cosa irrorano quotidianamente nei cieli e sulla nostra testa».

Twitter @DanieleBovi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.