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venerdì 28 gennaio - Aggiornato alle 07:26

Confcooperative non ha dubbi: «Nodino di Perugia è opera di civiltà e serve ora»

Di Somma al fianco di Melasecche anche su gli interventi infrastrutturali ferroviari: «In ballo la competitività dell’Umbria per generazioni»

La mappa del Nodino di Perugia

«Nodino ed altre infrastrutture sono opere di civiltà e occorre farle ora». Lo dice il presidente regionale di Confcooperative Carlo Di Somma intervenendo sulla partita infrastrutturale che ha ripreso via soprattutto coi fondi del Pnrr: «L’Umbria è di fronte ad un bivio cruciale e in questo momento sono necessarie che avranno inevitabili conseguenze sulla competitività del sistema umbro per le future generazioni».

«Nodino di Perugia è opera di civiltà e serve ora» In particolare, Di Somma ricorda che «la regione sconta dei ritardi ultra decennali sul fronte del completamento e della manutenzione delle infrastrutture viarie, che hanno avuto inevitabili ripercussioni sullo sviluppo imprenditoriale» e per questo, a suo dire, «sarà decisivo mettere a terra le risorse del Pnrr e quelle legate alla ricostruzione dell’area del cratere del terremoto per proiettare il sistema imprenditoriale umbro in una fase di ripresa stabile e duratura». Nel dettaglio, è il segretario regionale di Confocoopative, Lorenzo Mariani, a dire di «aver condiviso positivamente con l’assessore Enrico Melasecche» il punto di vista dell’associazione datoriale sia «sul cosiddetto nodino così come sui collegamenti trasversali sull’asse tirreno-adriatico ed il rafforzamento della rete ferroviaria. Sono tutte opere che farebbero della nostra regione un crocevia per l’intero sistema viario nazionale». Ma per massimizzare la ripresa non occorrono solo infrastrutture. Il presidente della cooperativa Carpenterie metalliche umbre, l’ingegnere Paolo Rossi Rossini, evidenzia che «i ristori statali per far fronte a questo shock del costo delle materie prime sono stati prevedibilmente insufficienti e urge – dice – l’adeguamento dei prezziari e l’aggancio degli stessi all’andamento Istat, oltreché un sistema del credito più reattivo per far fronte a queste emergenze».

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