lunedì 23 settembre - Aggiornato alle 02:47

Conclusa missione Icad di Amelia in Uganda, Del Moro: «Ecco cosa abbiamo fatto»

La onlus nata nel 2011 ed è riuscita a trasformare un ex lebbrosario fatiscente in un reparto maternità

Lavori per la cucina del reparto di Maternità

Si è conclusa la missione di un mese in Uganda dell’associazione Icad di Amelia, durante la quale Giorgia Piani, una giovane ostetrica neo-laureata di San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena), ha affiancato quelle locali nel lavoro quotidiano e offerto consulenza per la scelta e l’acquisto di materiale sanitario. Icad onlus, nata nel 2011, realizza progetti di sviluppo a favore di donne e bambini e in questi anni è riuscita a trasformare una fatiscente struttura a Morulem nel nord Uganda, ex lebbrosario, in un reparto maternità efficiente in cui opera personale locale specializzato e a fondare alcune scuole di cucito, oltre a potenziarne altre già esistenti nei distretti limitrofi.

Durante la missione, diretta da Luca Del Moro, sono stati costruiti un magazzino e una cucina con dei punti cottura innovativi in uso alle donne della Maternità di Morulem, è stato rifornito il magazzino del dispensario di medicinali e strumenti per il laboratorio analisi, è stato consegnato materiale informatico utile alle attività e sono stati realizzati una serie di interventi nella sala parto. Icad ha anche dato un sostegno diretto alle persone consegnando contributi in denaro al personale sanitario e ad alcune donne malate provenienti da villaggi lontani, distribuendo materiale scolastico ai bambini delle prime classi della scuola elementare e adottando a distanza due nuove bambine, per sostenerle negli studi. In questi giorni si trova in Italia, a Senigallia, Jackie, una ragazza ugandese studentessa universitaria in economia e commercio, volontaria locale di Icad. Un soggiorno che è stato deciso dal direttivo come premio per la sua disponibilità ma anche come opportunità di incontro con i sostenitori di Icad e di formazione sulla progettazione. «La presenza in Italia di Jackie – dice Luca Del Moro – si è rivelata risultato concreto dell’impegno a prendersi cura, migliorare e comprendere, riconoscendo la nostra unità nella diversità. Lei infatti non soltanto ha portato avanti la propria formazione personale, ma si è fatta a sua volta formatrice di una ragazza keniota e si è messa a disposizione della comunità locale, insegnando gratuitamente inglese ai bambini».

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