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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 00:02

Comunità e condivisione, il futuro delle risorse idriche: manifesto del Forum delle Acque

Diverse realtà insieme con finalità condivise, valorizzazione del territorio e turismo. Focus sulla Cascata e Piediluco

Valorizzazione del patrimonio culturale e naturale della Cascata delle Marmore, salvaguardia e rigenerazione delle acque di Piediluco, progettazioni e coordinamento nella Rete dei Musei dell’Acqua e creazione di un centro di rilevanza nazionale sul tema dell’educazione alla sostenibilità. Questi gli obiettivi di istituzioni, aziende, enti pubblici e privati, ricercatori e scienziati e cittadini che si sono incontrati a Villalago in occasione del primo Forum delle Acque.

Forum delle Acque Durante le giornate del forum, i relatori intervenuti hanno stimolato interessanti riflessioni su molti temi di attualità e di ampio interesse. A partire dall’importanza dei Musei dell’Acqua per trasmettere alle generazioni future il valore del più prezioso elemento che abbiamo, educando a un uso consapevole dell’acqua e promuovendo il patrimonio, tangibile e intangibile che essa rappresenta. Il rapporto con l’acqua è connaturato all’uomo: «Nasce da una dipendenza fisica e da un amore innato per questo elemento –  è stato sottolineato durante gli incontri – fonte vitale di benessere e rigenerazione, ma anche di continua ispirazione». Acqua significa anche comunità, condivisione e partecipazione, senza dimenticare il suo ruolo primario nel turismo e la sua capacità attrattiva, un grande potenziale in zone come il comprensorio ternano dove si trovano la Cascata delle Marmore e il lago di Piediluco.

Tavola rotonda I relatori hanno partecipato in modo entusiasta ai lavori del Forum, trovando sintonie e sinergie tra loro, secondo un altro obiettivo strategico del Forum: la creazione di reti di organizzazioni per poter lavorare insieme in futuro e strutturare collaborazioni stabili con finalità condivise. Un momento di partecipazione appassionato e coinvolgente è stato la tavola rotonda con la realtà locale, quando rappresentanti del territorio hanno potuto raccontare le proprie storie e le proprie idee, a confronto con ricercatori e professori universitari. L’attenzione rivolta alla risorsa acqua, non solo come elemento fondante la vita ma anche come mezzo di comunicazione primario per trasmettere i valori della sostenibilità, è stata riconosciuta da tutti gli intervenuti come centrale nel dibattito contemporaneo, soprattutto in quest’epoca di cambiamenti climatici e di scarsità preoccupante della risorsa: «Solo costruendo una ricerca veramente trasversale e multi/intra-disciplinare – è emerso durante il Forum – solo unendo le forze in sinergie costruttive bottom-up, solo trovando il modo di parlare alla coscienza del singolo, possiamo sperare di cambiare finalmente il paradigma e il corso degli eventi».

Manifesto di Villalago Alla fine della manifestazione è stato possibile definire un documento programmatico che possa essere di riferimento per le attività future sul territorio e promemoria per le collaborazioni che nasceranno tra i soggetti al Forum. Ecco i punti del documento:

1.Il territorio tra la Cascata delle Marmore e Piediluco, considerando anche il vasto bacino
imbrifero di riferimento, vanta ricchezze naturali, caratteristiche storiche ed un patrimonio
culturale tali da poter diventare un punto di riferimento, nazionale e non solo, sullo studio
della gestione delle acque, sull’analisi dei cambiamenti climatici, sull’educazione e l’alta
formazione alla sostenibilità.
2. La difesa dell’identità di un luogo passa sia per la valorizzazione delle peculiarità storiche
e culturali che per la salvaguardia delle caratteristiche naturali del territorio.
3. Le caratteristiche distintive di questo paesaggio vanno difese attraverso strumenti di
salvaguardia e valorizzazione, della risorsa acqua (contratti di fiume) ma anche dei valori
culturali (ecomuseo).
4. Il particolare momento storico caratterizzato dal cambiamento climatico in atto necessita
di analisi sistematiche e profondi mutamenti nelle politiche di gestione del territorio e
delle sue risorse primarie, adottando un approccio il più possibile includente,
interdisciplinare, partecipativo (bottom-up).
5. L’Agenda 2030 dell’Onu rappresenta un faro per tutte le programmazioni che riguardano
l’ambiente ed un punto di riferimento per le politiche sull’educazione e la formazione alla
sostenibilità.
6. Uno strumento per il coordinamento e l’avvio di queste attività è individuato in una
costituenda Fondazione delle Acque, con sede a Villalago, che abbia come finalità la
rigenerazione delle acque, la valorizzazione del patrimonio, l’educazione alla sostenibilità,
l’economia circolare.
7. I programmi di rigenerazione dell’acqua si applicano attraverso la costruzione di progetti
pilota ed il sostegno di iniziative imprenditoriali innovative (start up), come potrebbe
essere un progetto di fitodepurazione per il trattamento delle acque provenienti dal
Canale Medio Nera.
8. Bisogna favorire maggiore coordinamento e sinergia tra i Musei dell’Acqua italiani
appartenenti alla rete Wamu-Net, riconosciuta dall’Unesco, per avere una più rilevante
rappresentatività con le istituzioni locali e nazionali, uniformare comunicazione e attività
(inventory), definire nuove strategie commerciali (merchandising dei musei), contribuire in
maniera significativa all’educazione alla sostenibilità (attività didattiche).
9. E’ auspicabile una collaborazione con il Wwap dell’Unesco, con sede a Perugia, per il
prestigio e la competenza connaturati a questo Istituto, che ha sede nella nostra stessa
Regione ma con uno sguardo rivolto al mondo intero.
10.L’educazione è uno strumento essenziale per l’applicazione di politiche sull’ambiente, e
per questo fine è necessario un approccio che punti all’esperienza, all’emozione, alle
attività outdoor dei più giovani.

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