giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 14:08

Comuni ricicloni, in Umbria domina il Ternano. Calano i rifiuti: male Foligno e Spoleto

Attigliano all’80%, Narni al 74%, Terni quasi al 72%. Perugia in recupero. Ogni umbro produce in media 477 kg di monnezza l’anno

Attigliano, Polino e Montefranco premiati da Legambiente

La raccolta differenziata in Umbria si attesta, a dicembre, sul 63 per cento, come ha ricordato giovedì l’assessore regionale Fernanda Cecchini. Ma quanta parte del materiale differenziato viene effettivamente riciclato? Dal secondo Ecoforum sull’economia circolare dei rifiuti di Perugia (promosso da Legambiente Umbria in collaborazione con Arpa) arriva la fotografia della nostra regione che rivela come l’indice di riciclo regionale (calcola il rapporto tra la quantità di rifiuti avviati a riciclo al netto degli scarti di processo rispetto al totale della quantità prodotta) raggiunge il 56% (dato al 2017). Nel 2016 era fermo al 46%. Il Sub ambito 4 (ternano) è il più efficiente e virtuoso con una percentuale del 67%. Ma il Perugino è destinato a recuperare con il passaggio al ‘porta a porta’ nei quartieri più popolosi di Perugia, che il vicesindaco Barelli ha annunciato superare il 70% nel mese di novembre.

Comuni ricicloni Ecco i Comuni più virtuosi dell’Umbria premiati da Legambiente. La classifica non tiene conto solo della percentuale di raccolta differenziata, ma anche della produzione pro capite di rifiuto (ecco perché alcuni comuni con dato inferiore precedono altri con differenziata più alta). Nella categoria sotto i 5 mila abitanti i comuni ‘Rifiuti Free’ in Umbria sono tutti nella provincia di Terni e sono Polino con il 73,6%, Attigliano con l’80% e Montefranco con il 77%. Nella categoria tra 5 e 20 mila abitanti ci sono San Gemini con il 70%, Amelia al 71%, Montecastrilli con il 69,8%, Panicale al 66,1% e Umbertide con il 68,4%. Per i comuni più grandi, con oltre 20 mila abitanti, i migliori tre sono Narni con il 74,1%, Terni al 71,8%, Bastia Umbria con il 69,1% e Orvieto al 68,6%.

Rifiuti in Umbria: i numeri I dati complessivi ci dicono che nella nostra Regione la produzione di rifiuti urbani (RU) nel 2017 è stata di 452.245 tonnellate, di cui 279.540 tonnellate raccolte in modo differenziato. La produzione complessiva risulta in diminuzione rispetto all’anno precedente di 19.220 tonnellate e la raccolta differenziata ha quindi raggiunto la percentuale del 61,8% con un aumento rispetto all’anno precedente del 4,1%. L’aumento anche quest’anno è in gran parte dovuto al netto balzo compiuto dal sub-ambito 4, quello della provincia di Terni, che ha visto crescere la propria percentuale di RD passando dal 57,4% del 2016 fino al ragguardevole 71,3% del 2017, un balzo in avanti del 13,9% dovuto come detto alla completa l’estensione del porta a porta con contestuale eliminazione dei cassonetti stradali anche nel Comune capoluogo di Terni.

Meno rifiuti: male Foligno-Spoleto Analizzando il trend regionale degli ultimi anni un dato particolarmente positivo risiede nella diminuzione della produzione di rifiuti urbani di quasi 100 mila tonnellate. In particolare nel 2017 si osserva la diminuzione dei rifiuti non differenziati di circa 27 mila tonnellate accompagnata da un incremento dei rifiuti della raccolta differenziata di circa 8 mila tonnellate. Osservando i dati pro capite si nota che la produzione media regionale nel 2017 è scesa a 477 kg/ab, minore di 19 kg/ab rispetto all’anno precedente. Nell’ambito ternano ogni cittadino produce mediamente 126 kg di rifiuti indifferenziati, mentre un cittadino del folignate-spoletino ne produce il doppio, 253 kg. Poco meglio dei folignati fanno i cittadini dell’Alto Tevere con 201 kg e quelli del perugino con 180 kg che è poi molto vicino alla media regionale di 182 kg. È una caratteristica di gran parte dei comuni del sub-ambito folignate-spoletino l’elevata produzione di rifiuti non differenziati. In particolare, tra i comuni con gestore della raccolta VUS, ben 15 hanno una produzione pro capite superiore a 250 kg/abitante. Caratteristica dei comuni dell’area del sub-ambito ternano è invece la bassa produzione di rifiuti non differenziati associata a raccolte differenziate pro capite medio-alte.

Il Forum Al Forum hanno partecipato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente; Antonino Macaione di ASJA; Alessandra Santucci di Arpa Umbria e Giuseppe Rossi, direttore Auri. La presentazione del Rapporto Comuni Ricicloni Umbria, edizione 2018, è stata affidata a Maurizio Zara, vice presidente Legambiente Umbria. La sessione pomeridiana, coordinata da Enrico Fontana, direttore de La Nuova Ecologia e responsabile Ufficio Economia Civile di Legambiente, ha coinvolto Letizia Palmisano, giornalista FIMA – Federazione italiana media ambientali; Fernanda Cecchini, assessore all’Ambiente della Regione Umbria, Rossella Muroni, e Luca Briziarelli, parlamentari membri della Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Stefano Tirinzi di ASM Terni ha parlato della infrastrutturazione necessaria per avviare la tariffa puntuale dei rifiuti e la VUS di Foligno ha presentato il caso delle macerie post-sisma in Umbria con gli interventi di Moreno Marionni e Enrico Lattanzi. Gli appalti verdi come leva di sviluppo per il settore della bioeconomia è stato il tema successivo, con Nicola Papi Sviluppumbria e ancora Enrico Fontana di Legambiente. La giornata si è conclusa con la presentazione di piccoli e grandi progetti e buone pratiche di cura del territorio, gestione sostenibile degli eventi, riduzione dei rifiuti plastici lotta allo spreco alimentare con interventi di Francesco Angelini, Nicoletta Gasbarrone, Gianni Di Mattia, Stefano Troiani, Paolo Riellini e la consigliera regionale Carla Casciari. La conclusione dei lavori è stata affidata ad Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria.

 

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