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domenica 16 gennaio - Aggiornato alle 20:37

Complanare Orvieto, via ai lavori nel 2022: «Regione tuteli le eccellenze del territorio»

Una mozione presentata a Palazzo Donini dal consigliere Fabio Paparelli (Pd): «Rispettare il piano regolatore vigente»

Ponte sul Paglia della complanare

«Verificare con la società Autostrade la derogabilità del limite dei 60 metri previsti dalla legge, come già avvenuto per il primo stralcio della complanare di Orvieto. Coinvolgere, se necessario anche il ministero dell’Agricoltura, visto lo stravolgimento di diverse attività agricole insistenti nella zona. Coinvolgere la società Rfi per le eventuali opere necessarie alla realizzazione degli attraversamenti sottoviari e a rispettare il piano regolatore vigente, senza apportare alcuna modifica». Queste le parole contenute nella mozione del consigliere regionale del Partito
democratico Fabio Paparelli presentata a Palazzo Donini. Si torna a parlare del secondo stralcio della Complanare, progetto che ha preoccupato da subito gli agricoltori per le produzioni che l’opera metterebbe a rischio.

Complanare di Orvieto La convenzione tra la Regione Umbria e il Comune di Orvieto per la realizzazione del secondo stralcio della Complanare nel territorio comunale di Orvieto è stata sottoscritta nell’agosto del 2020. Il progetto comprende nuovi collegamenti viari e un piano di servizi ferroviari per avvicinare Orvieto alle città e agli snodi principali di tutta Italia, la Complanare infatti dovrebbe collegare la Ss 71, il casello autostradale e la Ss 205, andando a decongestionare il traffico nella zona nord della città della Rupe. Il progetto desta preoccupazione negli agricoltori locali, preoccupati perché l’opera metterebbe a rischio le produzioni. Appresa la notizia scattano subito sull’attenti gli agricoltori, seriamente preoccupati per produzioni, storiche e preziose che la complanare metterebbe a rischio. Anche le forze di opposizione si sono schierate con i coltivatori a difesa dell’Oro bianco del Paglia, il fagiolo secondo del piano coltivato proprio in quelle zone. Recentemente c’è stata anche un’assemblea pubblica promossa dall’associazione Val di Paglia. A tornare sull’argomento è Fabio Paparelli (Pd): «Lo scorso anno – si legge nell’atto di indirizzo del consigliere Dem – la giunta comunale di Orvieto ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la realizzazione del secondo stralcio della complanare, con cui si definisce il nuovo tracciato dell’infrastruttura, per un importo complessivo di 8 milioni di euro. Il progetto è costituito da due assi principali per una lunghezza complessiva di 3,3 chilometri e due rotatorie. La quasi totalità del percorso occupa la zona tra l’autostrada A1 e il fiume Paglia ed è prevista anche la realizzazione di un nuovo ponte in corrispondenza dell’attraversamento sul torrente Albergo la Nona».

Produzioni a rischio «La realizzazione della complanare di Orvieto – spiega Fabio Paparelli – da anni è al centro del dibattito politico e cittadino. Il progetto del secondo stralcio arriva a tagliare i campi interessati da importanti
coltivazioni e da un impianto di irrigazione, che sarebbero fortemente ridimensionati qualora si andasse a costruire una nuova rotonda, che occuperebbe enormi quantità di suolo. A detta dei proprietari terrieri, il precedente progetto del secondo stralcio della strada prevedeva la costruzione di questo collegamento nelle immediate vicinanze dell’autostrada. L’ente Autostrade aveva infatti concesso per il primo tratto, già concluso, la deroga di costruzione ravvicinata. Quello approvato dalla giunta nel giugno scorso e che dovrebbe dare inizio ai lavori nel 2022 invece è cambiato suscitando forti preoccupazioni». Focus sulle coltivazioni: «Le terre interessate – prosegue il consigliere regionale – sono particolari in quanto il manto alluvionale altamente fertile si è formato in secoli di storia e costituisce un fazzoletto prezioso a livello ambientale ed economico, molto permeabile, dove, storicamente, operano decine e decine di aziende agricole impegnate nella produzione di ortaggi, grano, e, in particolare, nella coltivazione di uno dei presidi Slow food della nostra regione il ‘fagiolo secondo del piano’. La zona infatti è davvero adatta a coltivazioni, lo dimostrano le piante rigogliose di cereali, pomodori, fagioli che si possono incontrare facendo un giro tra i campi. L’impianto di irrigazione gioca un ruolo fondamentale per queste colture. Tutti elementi che rendono unica quella zona e impossibile da ricreare altrove».

Progetto principale Il consigliere Dem dopo aver sottolineato l’importanza della zona, presidio Slow food, conclude ricordando che «il progetto originale, previsto nel Piano regolatore tuttora in vigore, attraverso il quale è stato richiesto dalle precedenti amministrazioni (Regionale e Comunale) il finanziamento del secondo stralcio, poi approvato dal ministero delle Infrastrutture e sancito nella convenzione Ministero-Regione dell’aprile 2019, è la soluzione idonea. È dunque necessario rispettare il Prg in vigore, senza alcuna modifica».

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