lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 07:40

Commissione d’inchiesta Ecomafie in Umbria: verifica su Sin di Papigno, discariche e ciclo rifiuti

La discarica di Valle a Terni

di C.F.

La commissione Ecomafie in missione in Umbria. Sono attesi dal 24 al 26 febbraio a Perugia e Terni i parlamentari della commissione bicamerale d’inchiesta inviati per verificare lo stato di avanzamento delle operazioni di bonifica del Sito di interesse nazionale di Papigno (Terni), compiere un sopralluogo nelle discariche di Vocabolo Valle (Terni) e Le Crete (Orvieto), ma anche fare il punto sul sistema regionale di gestione integrata del ciclo dei rifiuti.

Commissione Ecomafie in Umbria Nell’ambito della tre giorni sono previste le audizioni dei rappresentanti istituzionali e dei responsabili delle forze dell’ordine con competenze di polizia giudiziaria in materia ambientale. In particolare, la commissione presieduta da Alessandro Bratti (Pd) si accomoderà per una doppia seduta negli uffici delle prefetture di Terni e Perugia per sentire il rapporto della presidente di Regione e di quelli delle due Province, ma anche dei procuratori della Repubblica in servizio nei tre uffici giudiziari umbri, gli stessi prefetti, il direttore di Arpa Umbria, il comandante regionale della Forestale, quello dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico e i comandanti provinciali della Guardia di Finanza.

Sin di Papigno, discariche e ciclo rifiuti In audizione saranno convocati anche i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e dei comitati di cittadini da sempre attivi sul fronte ambientale, l’elenco non è al momento noto. La delegazione della commissione Ecomafie attesa in Umbria sarà guidata dal presidente Bratti e composta dai parlamentari Stefano Vignaroli (M5s), Renata Polverini (Fi-PdL), Alberto Zolezzi (M5s), Paolo Arrigoni (Lega), Laura Puppato (Pd) e Bartolomeo Pepe (Gal). La notizia della missione è arrivata nello stesso giorno in cui Eurispes e Coldiretti hanno reso noti i risultati del quarto rapporto Agromafie, nell’ambito del quale le province italiane vengono classificate in base a 29 indicatori specifici che misurano, sostanzialmente, la diffusione e l’intensità dei fenomeni criminali sul sistema agroalimentare per un business complessivo che per il 2015 è stimato in 16 miliardi .

Rapporto Agromafie Nella classifica stilata con l’utilizzo dell’ Ioc (indice organizzazione criminale) le province umbre si piazzano rispettivamente al 12esimo e 45esimo posto con Perugia che fa registrare il 55,9 e Terni il 30. Nel rapporto presentato a Roma, comunque si legge, : «I dati di Perugia come quelli di Imperi (54,3) non devono sorprendere in quanto fondamentalmente legati alle specifiche operazioni delle forze di sicurezza nel territorio». Maglia nera per le Agromafie va a Ragusa con lo Ioc massimo di 100, seguita da Reggio Calabria col 99,4. In fondo alla classifica e quindi con la maggior resistenza a fenomeni criminali Monza e Brianza con 0,1 e Lecco con zero.

Twitter @chilodice

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