venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:43

Com’era l’Umbria ai tempi degli antichi romani? Arriva il viaggio 3D attraverso tredici municipi

Da Otricoli a Terni e Perugia con video ricostruzioni approvate dalla Soprintendenza. Così la Consulta delle Fondazioni Cr promuove il turismo

Terni - l'antica Interamna elaborato da Euromedia per Consulta delle Fondazioni CR

di C.F.

Com’era Terni durante l’età augustea? E come appariva l’Umbria vista dalla Flaminia? A dare una risposta con le ricostruzioni 3D, al vaglio della Soprintendenza, sarà la Consulta delle Fondazioni Casse di Risparmio dell’Umbria che ha finanziato un viaggio attraverso i municipi che sorgevano lungo l’antica via, più alcuni non attraversati: da Otricoli porta Sud della Flaminia fino a Città di Castello e Orvieto, toccando Carsulae, Narni, Spoleto, Foligno, Bevagna, Spello, Assisi, Gubbio e naturalmente Perugia.

VIDEO CARSULAE 69 DC
TERNI IN ETA’ AUGUSTEA

Viaggio 3D «Il progetto non sarà concluso prima della metà di febbraio», spiega Paolo Luchetti di Euromedia, che sta curando le ricostruzioni romane «nell’ambito di un’azione di promovalorizzazione turistica dell’Umbria in questa chiave inconsueta e di carattere divulgativo. L’idea – dice l’amministratore della società ternana – è promuovere almeno tra appassionati e studiosi, il turismo dell’antica Roma, più precisamente dell’età imperiale augustea, che è la più monumentale e risulta molto apprezzata. L’obiettivo è attrarre visitatori, perché – dice Luchetti – sappiamo che c’è un turismo, che non è neanche possibile definire minore, soprattutto internazionale, che ama rileggere così questi territori».

Progetti per segnaletica omogenea In particolare il progetto finanziato dalla Consulta delle Fondazioni CR prevede la realizzazione di video ricostruzioni 3D e un progetto esecutivo per l’installazione di segnaletica turistica per i resti romani visibili o visitabili in ciascuno dei tredici municipi. Per la metà di febbraio dovrebbero essere approvati i contenuti divulgativi e quindi anche la cartellonistica omogenea da Orvieto a Città di Castello e dotata di QR code, che i Comuni o il Mibac potranno realizzare.

App L’operazione è sostenuta dallo sviluppo di una app, che al di là dei QR code, può essere attivata con geolocalizzazione oppure coi beacon, che intercettano i dispositivi attraverso bluetooth e propongono al visitatore i contenuti elaborati, tra questi anche «alcuni di realtà virtuale e animazioni a 360°», come spiega Luchetti, che ha già testato gli sviluppi e le ricostruzioni a Carsulae sempre, con un un progetto finanziato dalla Fondazione Carit: «L’app del sito archeologico – dice – è stata scaricata da circa 3mila persone, ossia un terzo dei paganti, con giudizi estremamente positivi da parte dei visitatori, mentre la ricostruzione 3D è stata premiata e proiettata alla Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum. Non ci aspettiamo la svolta del turismo in Umbria, ma sappiamo che è un importante contributo di valorizzazione».

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