sabato 16 dicembre - Aggiornato alle 23:27

Cambia il clima e l’umanità soffre, Arpa Umbria: «La Terra grida di dolore»

Agenzia ambiente 4.0, Ganapini a Terni: «Investire sul capitale umano». Riapre la biblioteca: c’è archivio storico delle ex Bosco

di M. R.

«Il futuro delle agenzie ambientali (se c’è) è dirompente». Con questo slogan il direttore di Arpa Umbria Walter Ganapini apre il seminario ternano sull’era 4.0. Parole fortissime le sue: «Ai giorni nostri, la ‘Laudato sì’ indica la strada da seguire per rispondere al ‘grido di dolore della Terra’ nostra ‘casa comune’ e di una Umanità sofferente per una globalizzazione deregolata che ha generato disuguaglianze intollerabili tra pochissimi sempre più ricchi e quasi tutti sempre più poveri e pone a rischio di estinzione la nostra specie a causa di un cambiamento climatico irreversibile».

Arpa 4.0 È da queste constatazioni che il numero uno di Arpa Umbria elabora il suo modello di agenzia di controllo e monitoraggio: «È l’ora di disegnare, in modo resiliente e coerente con i vincoli di disponibilità decrescente di risorse finanziarie ed umane, un nuovo modello di Arpa, che corrisponda alla domanda costante di ambiente pulito e di tutela della salute da parte dei cittadini attivi e responsabili e delle imprese che vivono come centrale la sfida competitiva che nel mercato globale si combatte su qualità ambientale di processi produttivi, prodotti e territori». Componente decisiva per il futuro resiliente delle Agenzie, secondo Ganapini, è investire su crescita culturale e scientifica del proprio capitale umano, facendo tesoro della rivoluzione digitale.

Antonio Alunni Sono infatti le persone a dover imparare a sfruttare al massimo le nuove tecnologie: «Hanno un impatto fortissimo sulla produzione – ha detto il nuovo presidente di Confindustria Umbria Antonio Alunni -, le nuove tecnologie hanno cambiato i sistemi produttivi e quelli organizzativi. Per questo anche l’ambiente risulta soggetto a cambiamento e quindi dobbiamo essere pronti, questo convegno apre le porte proprio ai processi di mutamento necessari nell’era 4.0, l’Arpa sta dimostrando una grande sensibilità e una straordinaria voglia di fare, ci saremo anche noi».  Ganapini ha più volte sottolineato come le risorse umane ed economiche siano sempre meno e come la vera sfida sia «fare di più, con meno a disposizione». Al seminario sono intervenuti, tra gli altri, il segretario nazionale di Fim Cisl Marco Bentivogli e il coordinatore del polo scientifico e didattico di Terni Federico Rossi.

La biblioteca Quella di mercoledì è stata anche la data della riapertura della biblioteca di Arpa a Terni dopo i lavori di adeguamento dei locali per fare spazio a nuovi volumi ma soprattutto all’archivio storico delle ex officine Bosco: buste paga, ordini (anche della Mitsubishi), lucidi, disegni industriali; un vero patrimonio acquisito da Arpa col benestare della Provincia e della Soprintendenza ai beni archivistici. La ditta Bosco nacque a Terni nel 1890 per iniziativa del tecnico torinese Antonio Bosco, intenzionato a progettare e costruire i macchinari necessari all’agricoltura locale. Nel gennaio 1909 il tribunale di Spoleto ne decretò il fallimento e l’anno dopo venne costituita la Società anonima officine meccaniche e fonderie Antonio Bosco, attiva nella lavorazione di ferro e acciaio per la costruzione di macchinari metallici e la produzione di oggetti fusi in bronzo. Dopo alterne vicende legate alla seconda guerra mondiale, la Bosco entrò in crisi sul finire degli anni ’50, e dopo una riorganizzazione commerciale decise di destinare il 70% della sua produzione al mercato estero. Negli anni ’70 trasferì l’apparato produttivo a Maratta Bassa e si specializzò nella fornitura di macchinari per l’industria chimica e petrolifera. Nel 1982 passò sotto la gestione dell’Efim, mantenendo la denominazione di Bosco officine meccaniche spa. Il vecchio complesso delle officine Bosco, parzialmente demolito nel 1985, è stato recuperato con fondi europei e trasformato nell’attuale centro multimediale.

@martarosati28

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