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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 17:15

Città di Castello, monsignor Marconi ordinato vescovo: «La Chiesa va tutta restaurata»

Marconi mentre riceve il pastorale

di D.B.

È in una gremita cattedrale di Città di Castello, sua città natale, che domenica pomeriggio monsignor Nazzareno Marconi, nominato vescovo di Macerata da Papa Francesco lo scorso 3 giugno, ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel corso di una solenne cerimonia presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve. Al suo fianco Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello, e Claudio Giuliodori, attuale amministratore apostolico della diocesi di Macerata. Un momento di festa sia per la cittadina marchigiana, dalla quale sono arrivati oltre 200 fedeli con i pullman organizzati dalla diocesi, che per Città di Castello.

Chiesa da restaurare «La Chiesa – ha detto il neo-vescovo nel suo intervento alla fine della lunga cerimonia – va tutta restaurata e lo spirito ci aiuta. Andiamo avanti con coraggio». Un Marconi ovviamente emozionato («posso anche commuovermi, ma la zucca ce l’ho dura») e che ha nuovamente usato la metafora del restauro: «Quello che è successo – osserva – è un bel regalo del Signore, che mi ha fatto vedere tante volte un altro regalo, quello del restauro. Penso alla nostra Madonna di Raffaello, o al seminario regionale. Tutto ciò ci insegna che sotto quello che consideriamo ‘brutto’ c’è sempre qualcosa di bello».

Ingresso il 27 luglio Il vescovo farà il suo ingresso in diocesi domenica 27 luglio, presiedendo la messa, alle 18, nella cattedrale di San Giuliano a Macerata. Una terrà per la quale Bassetti ha riservato più di un pensiero: «Lì – ha detto – c’è una comunità che ha conservato una fede limpida e genuina, trasmessa di generazione in generazione, fin dagli albori dell’era cristiana. Si tratta di una terra benedetta da Dio, che ha dato alla Chiesa, attraverso i secoli, fulgidi testimoni del Vangelo». «Tu, carissimo, getterai le tue reti – ha aggiunto – in mezzo ad un popolo ben disposto, da secoli geloso custode di antiche tradizioni religiose, che sogliono manifestarsi anche in sentite manifestazioni di pietà popolare, prima fra tutte le grande devozione dei maceratesi verso la Madre di Dio. Sarai sposo, padre e pastore di un popolo numeroso che, sparso sulle verdi e assolate colline marchigiane, attende da te il nutrimento necessario per vivere secondo lo Spirito».

Le periferie Nel corso della sua omelia poi Bassetti ha ricordato la necessità per la Chiesa, oltre che di «seminare la Parola del Vangelo con coraggio, perseveranza e fiducia», di andare incontro alle persone e di raggiungere quelle periferie, fisiche ed esistenziali, alle quali più volte ha fatto riferimento Papa Francesco. Monsignor Marconi è stato poi ringraziato per il lavoro svolto nelle parrocchie, con che gli ha chiesto di «non dimenticare di portare con te quello spirito francescano, fatto di umiltà e semplicità, con il quale hai sempre operato Bassetti».

Gli auguri di Guasticchi A monsignor Marconi, «figlio della cultura e tradizione di San Francesco sempre attento agli ultimi e ai più deboli», sono arrivati anche gli auguri del presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi: «Oggi – ha detto – è un giorno di festa. Un altro straordinario dono che Papa Francesco ha riservato alla nostra terra dopo la prestigiosa nomina di monsignor Gualtiero Bassetti a cardinale, vero e punto di riferimento per tutti noi».

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