giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 14:07

Città della Pieve, la Regione alla fine cede: «Riapriremo pronto soccorso integrato con Perugia»

L’annuncio di Barberini alla fine di una lunga querelle: «Trattati in loco i casi più lievi, trasferiti altrove quelli gravi»

Foto Archivio Fabrizio Troccoli

Riapre il pronto soccorso di Città della Pieve. Dopo proteste, appelli, ricorsi al Tar e controricorsi al Consiglio di Stato, alla fine la Regione cede. È l’assessore alla sanità, Luca Barberini, ad annunciare che «un pronto soccorso avanzato, integrato con il pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera di Perugia, verrà istituito a Città della Pieve per potenziare i servizi sanitari presenti sul territorio e dare risposte più efficaci ai bisogni di salute dei cittadini che vivono in quest’area interna dell’Umbria». La Giunta regionale ha già deliberato le linee di indirizzo per la realizzazione di questo nuova realtà, «in linea con le indicazioni portanti del prossimo Piano sanitario regionale, in via di definizione, finalizzate al raggiungimento del massimo livello di integrazione tra Aziende ospedaliere, presidi ospedalieri e territoriali delle Aziende Usl».

CONSIGLIO DI STATO: ‘RESTI CHIUSO’

Smistamento Uno dei problemi principali è quello di aprire un pronto soccorso in una città dove non c’è un ospedale pronto a gestire i casi più gravi. Infatti, come spiega Barberini, verranno assistiti «localmente i pazienti con patologie lievi», mentre quelli con patologie medio-gravi verranno trasferiti «nei presidi di emergenza-urgenza di primo e secondo livello». A Città della Pieve verrà, dunque, istituito un ‘pronto soccorso avanzato’ all’interno della Casa della Salute, a cui competerà il trattamento dei codici appropriati, anche tramite la dotazione di un numero congruo di posti letto per l’osservazione breve dei pazienti.

SINDACI TRASIMENO: ‘RIAPRITELO’

Integrato con Perugia «L’integrazione con il pronto soccorso dell’ospedale di Perugia – prosegue l’assessore – verrà realizzata nel rispetto della Dgr. ‘212/2016’, relativa alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, e del ‘Dpcm del 12 gennaio del 2017’ sui Livelli essenziali di assistenza, attraverso una serie di azioni e di interventi definiti dall’Azienda ospedaliera di Perugia e dalla Usl Umbria 1, con apposite disposizioni dei direttori generali. Il nuovo pronto soccorso avanzato, oltre a dare una risposta importante ai bisogni di salute di questo territorio, consentirà la riduzione dei ricoveri inappropriati e dei cosiddetti posti letto aggiuntivi presso gli ospedali delle Aziende ospedaliere».

SINDACO: CHIUSURA E’ UN FURTO

Casa della salute Nella Casa della Salute dio Città della Pieve è già assicurata la presenza, durante tutta la settimana, di medici specialisti, medici della continuità assistenziale, del 118 e della Aft (Aggregazione funzionale territoriale), oltre all’attività della Residenza sanitaria assistita con 20 posti letto. «A breve, inoltre – conclude Barberini – completeremo l’intervento con la riabilitazione estensiva, il Centro per l’alimentazione incontrollata (Dai), il potenziamento delle attività della diagnostica per immagini e un’ulteriore intensificazione dei rapporti e delle attività con la Residenza protetta».

I commenti sono chiusi.