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Città di Castello, bocciate richieste genitori per finire anno scolastico a chi non in regola coi vaccini

Maggioranza vota contro, opposizioni a favore. Bacchetta: «Sindaco non può violare la legge ma impegno affinché sia garantita continuità educativa»

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Un infermiere mentre vaccina un paziente

Non sono stati approvati dal consiglio comunale di Città di Castello i due documenti presentati dai comitati “Genitori consapevoli Umbria” e “Valtiberina Libera scelta” nei quali si chiedeva l’impegno del sindaco affinché «i bambini, tra zero e sei anni, non in regola con le norme di legge sulle vaccinazioni possano terminare l’anno scolastico». La materia è stata affrontata martedì 6 marzo dal consiglio che si è espresso in modo contrario (Pd, Psi, astenuti Benedetta Calagreti, consigliere Psi, e Giovanni Procelli, capogruppo La Sinistra); 8 i voti a favore: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Castello Cambia, Tiferno Insieme, Movimento 5 Stelle, Lega. Il sindaco non ha partecipato al voto.

Termine 10 marzo L’argomento è stato discusso nell’imminenza della data del 10 marzo, quando, come ha sottolineato l’assessore alle Politiche educative Rossella Cestini «non scatta la sospensione della frequenza per i bambini non in regola ma inizia la ricognizione sulle singole posizioni. Non è perentorio. Attiene al termine entro cui è prevista la regolarizzazione con l’obbligo vaccinale dei bambini, non è stringente dato che sarà seguita da una verifica regionale sullo stato dell’arte che consenta una ricognizione generale del fenomeno. In realtà l’eventualità di una sospensione della frequenza si porrà solo dopo il 30 aprile».

I documenti Introdotti dal presidente del consiglio comunale Vincenzo Tofanelli, i documenti nel dispositivo si concentravano sulla necessità di garantire la continuità educativa per chi è stato regolarmente iscritto ed accettato all’inizio dell’anno scolastico «nella serenità delle famiglie e l’intento di evitare inutili e dannose tensioni nella cittadinanza su una materia comunque tutelata dalla privacy». «Non possiamo decidere – ha detto Tofanelli – ma possiamo invitare chi ha competenza ad accogliere questa istanza».

Il dibattito Marco Gasperi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, è intervenuto dicendo che «il comune deve seguire la legge. Il dirigente scolastico ha la possibilità di accogliere o meno il nostro pronunciamento. Voglio spezzare una lancia verso questi comitati, per permettere ai bambini di andare a scuola anche senza vaccini. Nel dispositivo non si dice di non farli ma di finire i due, tre mesi di scuola che mancano. Sosteniamo la proposta dei comitati, già altri comuni e regioni lo hanno fatto». «Sono d’accordo – ha detto Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia – prendiamo come consiglieri la responsabilità che il sindaco non si può assumere». Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha ricordato che «nella vicenda ci sono le pressioni di Big Farma. Anche i bambini ebrei a suo tempo furono espulsi dalle scuole. Allontanarli è sempre odioso. Sì alla proroga a fine anno». Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd, ha sostenuto attraverso dati e statistiche ufficiali che «i cicli vaccinali sono importanti, hanno implicazioni per la salute pubblica, che non può dipendere da scelte personali, che vanno rispettate ma non sopravanzano la scienza. Non è possibile nonostante il coinvolgimento umano avere un comportamento né esercitare atteggiamenti traballanti». Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha dichiarato che «qualsiasi deliberazione non può confliggere con la legge. In realtà la data limite è il 30 aprile, quando ormai l’anno è finito. Riparliamone allora». Per Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, «stando al dispositivo, si chiede solo di finire l’anno scolastico. La legge va rispettata ma non siamo notai. Diamo un indirizzo politico. Norma inapplicabile, siamo per il sì». Benedetta Calagreti, consigliere del Psi, ha dichiarato la sua astensione per motivi personali. Anche per il capogruppo de la Sinistra Giovanni Procelli «la norma non è ben fatta. Introduce trattamenti diversi. I vaccini sono utili anche se tutti i farmaci implicano degli effetti collaterali». Prima delle dichiarazioni di voto, Gasperi ha chiesto una pausa per proporre un emendamento che limitava l’input del dispositivo «all’iniziativa del sindaco affinché perorasse nelle sedi opportune la causa della continuità didattica per i bambini da zero a sei anni non in regola con l’obbligo vaccinale».

L’impegno di Bacchetta Il sindaco Luciano Bacchetta si è impegnato personalmente in questo senso: nel suo intervento ha dichiarato «come figura istituzionale il sindaco non può votare perché deve applicare la legge. Tuttavia ci sono ancora margini per l’applicazione della legge con buon senso, su cui l’appoggio al documento di stasera non incide. Mi impegno a verificare in tutte le sedi davvero decisive e farò tutti i passi opportuni presso l’organismo competente affinché si possa comprendere se il termine del 30 aprile sia ultimativo. Credo che questa iniziativa sia più efficace che votare il documento. Prendo questo impegno. I bambini sono al primo posto, tutti».

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