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martedì 25 gennaio - Aggiornato alle 05:20

«Città a rischio esondazione», su di due metri la passerella di via del Cassero a Terni

Ok della Prima commissione: infrastruttura ad altezza inferiore al limite massimo che il Nera potrebbe raggiungere in piena

di Maria Sole Giardini

La passerella di via del Cassero sarà rialzata di un metro e 92cm. Lo ha deciso la prima commissione consiliare con 5 voti favorevoli e tre astensioni. Sembrerebbe che la passerella, per come è posizionata ora, si trovi ad una altezza inferiore al limite massimo che il Nera potrebbe raggiungere in periodo di piena e questo, per il centro città significa un rischio idrogeologico massimo (R4). Lo ha spiegato oggi martedì 7 dicembre, Leonardo Donati, unico responsabile del progetto, alla commissione riunita. I lavori saranno finanziati interamente da un finanziamento del ministero.

La commissione Si torna a parlare della passerella ciclo pedonale di via del Cassero, questa volta in prima commissione consiliare per approvare delle modifiche al progetto di messa in sicurezza. A spiegare il perché è l’ingegnere responsabile del progetto Leonardo Donati: «Siamo riusciti, – ha dichiarato – a intercettare un finanziamento a fondo perduto del ministero per il dissesto idrogeologico di 70 mila euro. Con questi soldi vorremmo alzare la quota della passerella di un metro e novantadue centimetri. Questo perché, la passerella è stata realizzata nel 2001, allora la quota massima del fiume nera era inferiore. Ora sono cambiati i limiti e la passerella non è più a norma».

Limiti troppo alti Affermazioni che hanno fatto sorridere Paolo Angeletti, consigliere ma anche ingegnere. «È vero i calcoli sono un po’ troppo allarmistici – ha sottolineato Donati accortosi del sorriso– noi ingegneri lo sappiamo, però abbiamo anche il dovere di rispettare i dati che ci vengono forniti». Ultimo aspetto da considerare un piccolo esproprio. «Per fare questo lavoro – ha concluso Donati – abbiamo bisogno di espropriare a un cittadino 15 mq di terreno. Questo è il motivo del passaggio in commissione, ma il proprietario è assolutamente d’accordo, in cambio faremo noi le carte per le particelle e  le recinzioni».

I dubbi delle opposizioni Favorevole a questa politica di prevenzione la consigliera Valentina Pococacio (M5s): «Vorrei però sapere – ha chiesto  – quale sarà l’accessibilità della passerella, mi riferisco a persone con disabilità, anche temporanee e se rimarrà ciclabile come mi sembra sia ora». Più scettico il consigliere Alessandro Gentiletti: «Visto che questo rischio idrogeologico non c’è, con questi 70.000 euro intercettati non è possibile riqualificare sempre quella zona che ne avrebbe bisogno? e soprattutto un esproprio senza pagare nulla mi sembra al quanto strano».

Passerella accessibile e ciclabile È ancora Donati a rispondere ai dubbi dei consiglieri: «Per quanto riguarda l’accessibilità sarà garantita semplicemente con il posizionamento di rampe. Sarà quindi accessibile a disabili e biciclette. Ci sarebbe anche piaciuto dividere la strada tra pedonale e ciclabile ma non avevamo le distanze minime. Per quanto riguarda l’aspetto sicurezza, sappiamo che il Nera non raggiungerà mai la quota massima prospettata ma se la passerella rimane così tutto il centro di Terni sarà considerato a livello r4, cioè a rischio massimo di esondazione».

Rischio massimo di esondazione Rischio che se pur minimo ha un impatto anche sull’economia del luogo «se rimaniamo a livello r4 – ha proseguito Donati – anche chi vorrà avviare attività commerciali, costruzioni o altro nella zona dovrà tenere in considerazione questo parametro e significa interventi con spese maggiori o anche rinuncia ad avviare imprese in loco. Per l’esproprio si tratta davvero di pochi metri quadri e costerebbero più le carte per la vendita che la vendita stessa, il proprietario invece trarrà beneficio dalla non classificazione della zona in R4». L’ultima ad intervenire l’assessore Benedetta Salvati ribadendo come questo sia un atto assolutamente da approvare «perché ha risvolti economici e sociali molto importanti». La votazione darà esito positivo: 5 voti favorevoli 3 astenuti l’atto viene approvato.

 

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