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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 14:45

Ciaspolata notturna a Castelluccio di Norcia: ‘Ho visto occhi di stupore non staccarsi dalla luna’

Il racconto di un’avventura indimenticabile: ecco cosa significa la notte sulla neve lungo il comignolo dell’Umbria

di Roberto Pacilio

Torno a Norcia dopo cinque anni, l’ultimo ricordo era fatto di pietre ammassate l’una sull’altra, tubi innocenti ovunque, porte sbarrate, visi tesi e incupiti. Oggi trovo un’altra Norcia: sorridente, aperta e accogliente. Mi guardo intorno e tutto sembra sospeso: da una parte il turista che ancora cerca la spaccatura, la ferita di quel terribile terremoto del 2016 e chi invece ammira la città e la sua natura, vivendole come punto di partenza personale che passa attraverso i vicoli del borgo antico e le vette dei suoi monti.

CIASPOLATA IN FOTO

L’avventura  È un sabato pomeriggio, freddo e poco ventilato. Cielo limpido e luna piena visibile anche di giorno, perfetto per una ciaspolata in notturna sulle creste dei Sibillini. È la prima della mia vita, al buio. Ma forse è la situazione ideale per ritrovare pace con la natura e staccare dalla quotidiana corsa e velocità del tempo che scorre. Sui monti innevati tutto sembra fermarsi e ogni piccolo ramo ghiacciato o impronta sulla neve è un dono da portare con sé. Ci ritroviamo a Castelluccio pronti con le ciaspole ai piedi, ma la guida Roberto non muove un passo. Non si parte. Fermi a guardare la bellezza intorno a noi e la sua voce che racconta con amore e rispetto Norcia, la fiorita, il Vettore, il sentiero delle fate e la sua leggenda, i Sibillini e il tramonto rosso da una parte e azzurro dall’altra come raccontava Leopardi: «E che pensieri immensi, che dolci sogni mi spirò la vista di quel lontano mar, quei monti azzurri, che di qua scopro, e che varcare un giorno Io mi pensava, arcani mondi, arcana felicità fingendo al viver mio!».

Meraviglia Avvolti da un silenzio surreale si parte e lo scricchiolio dei passi sulla neve accompagna la fila indiana. Siamo in diciotto. In maggioranza umbri. Tra questi una ragazza spagnola originaria di Cartagena. Con gli occhi pieni di stupore si guarda intorno e alza più volte lo sguardo verso la luna e lo riabbassa a terra… noto anche io che la luna riusciva a proiettare le nostre ombre sulla neve: le torce non servivano. È stata “lei” ad accompagnarci in questo viaggio, ad indicare la strada da prendere.

Quella spaccatura Percorriamo circa 7Km, tre ore di cammino, facendo attenzione a non rovinare le tracce degli animali. Troppo difficile raccontare cosa si provi a camminare di notte sulla neve a contatto stretto con la natura e con i compagni di viaggio. Ognuno con la sua storia da raccontare, ognuno con la sua esperienza da condividere. Ognuno con la sua Norcia nel cuore. I Sibillini ti accolgono con rispetto e gentilezza: «La gentilezza – come diceva il poeta Kahlil Gibran – è come la neve. Abbellisce tutto ciò che copre». Purtroppo, la spaccatura creata dal terremoto non si può coprire, è incolmabile. Inutile provare a richiudere questa ferita. Ma Norcia è pronta ad avere una possibilità su cui puntare. Sarebbe bello poter trasformare il turismo mordi e fuggi in un turismo che sappia vivere il territorio con i suoi tempi, la sua bellezza e le sue tradizioni. Incrementare i cammini potrebbe essere un’idea o forse solo un punto da cui partire. È stata una bella esperienza e sono già pronto per la prossima se può esservi utile la guida è Roberto Canali della Mulattiera Trekking .

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