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mercoledì 30 settembre - Aggiornato alle 05:36

Centrale biogas a Vascigliano, il caso finisce sui banchi della Regione: interrogazione di De Luca

Il consigliere del Movimento Cinque Stelle: «Anche il consiglio comunale di Stroncone si è espresso con un netto no all’impianto»

Thomas De Luca ©Fabrizio Troccoli

«Evitare la costruzione di una centrale a biometano nella zona di Vascigliano di Stroncone». Questo l’obiettivo della mozione presentata dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Thomas De Luca. Nell’atto di indirizzo si chiede alla giunta di «intraprendere le azioni necessarie dopo che nel marzo 2019 la società ‘Enersi Technology società agricola srl’ ha presentato in Regione istanza di autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio di un impianto della capacità di 500 Smc/h». «Esprimo vicinanza alla comunità locale che si è subito mobilitata per rappresentare il proprio dissenso sul progetto che vedrebbe sorgere l’impianto, alimentato da fonti rinnovabili in progetto, a una distanza inferiore di 1.500 metri da aree residenziali come il centro abitato di Colmartino ed il centro abitato di Vascigliano, dove è presente anche una scuola elementare».

A Stroncone «Anche il consiglio comunale di Stroncone – aggiunge De Luca – il 13 novembre 2019 si è espresso con un unitario quanto netto ‘no’ alla realizzazione della centrale a biometano a Vascigliano, approvando all’unanimità un ordine del giorno che esprime contrarietà all’autorizzazione alla costruzione della centrale. Atto poi stato inviato alla presidente della Regione, Donatella Tesei, e al competente assessore regionale. Lo stesso Comune di Stroncone aveva anche espresso parere negativo in sede di conferenza dei servizi attraverso una relazione che metteva in luce incompatibilità sanitaria, carenze documentali in sede di presentazione del progetto, criticità in materia di vincoli di tutela paesaggistica, vicinanza agli argini del fiume e carenze nelle relazioni tecniche documentali. Il territorio di Vascigliano – ricorda il consigliere regionale – già nel recente passato è stato martoriato da diversi eventi che hanno sollecitato oltremodo l’equilibrio ambientale e la salute dei residenti, non da ultimo l’incendio della ditta Ecorecuperi. Le indagini fatte da Ispra hanno evidenziato che la quantità di polveri emesse in pochi giorni rispetto al limite autorizzato fu quantificata come quella che i cittadini avrebbero dovuto assumere in 47 anni, per un danno economico all’ambiente ipotizzato in 23,5 milioni di euro. Chiediamo quindi – conclude Thomas De Luca – che la giunta regionale si impegni per difendere il diritto alla salute dei cittadini dall’impatto che avrebbe la costruzione di un impianto per la produzione di biometano, rispettando la volontà democraticamente espressa dal consiglio comunale di Stroncone e quella dei tanti cittadini e comitati che fin da subito si sono mossi a difesa della comunità locale. La Regione Umbria non può ulteriormente calpestare le ragioni di chi vive e lavora in queste zone».

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