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venerdì 17 settembre - Aggiornato alle 20:30

Celiachia, l’Umbria bipartisan portabandiera della battaglia contro le etichette europee

Sono due umbri i portabandiera della battaglia dei celiaci per avere più rispetto nella società: Pietro Laffranco (Pdl) e Walter Verini (Pd) sono promotori di due mozioni per i rispettivi gruppi alla Camera dei deputati

I prodotti per celiaci

Sono due umbri i portabandiera della battaglia dei celiaci per avere più rispetto nella società: Pietro Laffranco (Pdl) e Walter Verini (Pd) sono promotori di due mozioni per i rispettivi gruppi alla Camera dei deputati.

Due mozioni umbre In questi giorni la Camera sta discutendo mozioni diverse, ma sostanzialmente coincidenti nei fini, che chiedono al governo di impegnarsi in sede europea per modificare le recenti normative comunitarie che definiscono e prescrivono una diversa disciplina dell’etichettatura dei prodotti alimentari destinati ai cittadini intolleranti al glutine, cioè i celiaci. In prima fila, a battersi per questa linea, sono due deputati umbri: il pidiellino Pietro Laffranco e il democratico Walter Verini, entrambi promotori di mozioni dei rispettivi gruppi, che però potrebbero confluire in un unico testo finale.

Oltre 1.600 in Umbria Con la nuova normativa europea, infatti, la conseguenza è che le esenzioni e le agevolazioni previste finora dalla legislazione italiana per i celiaci verranno meno. Gli oltre 120 mila affetti da questa patologia in Italia (e gli oltre 1.650 in Umbria ) saranno costretti a pagare quelli che, di fatto sono per loro dei veri e propri “salvavita”, cioè dei cibi senza glutine che allo stato della ricerca rappresentano l’unico modo di combattere la malattia. Le mozioni dei gruppi Pdl e Pd e gli interventi di Laffranco e Verini (così come le richieste dei cittadini e delle associaizoni che li rappresentano) vanno in direzione opposta, chiedendo di mantenere l’attuale legislazione italiana, che rappresenta una delle più avanzate in sede europea. Un voto unanime – come quello che si profila alla Camera dopo quanto avvenuto nei mesi scorsi anche al Senato – darebbe certamente più forza al governo in sede europea.

Inopportuno e inaccettabile Intervenendo in aula alla Camera, Verini, firmatario di una delle mozioni, ha affermato come la nuova normativa europea «comporterebbe, di fatto, la cancellazione dalle etichette dei prodotti alimentari, della definizione “prodotto dietetico”, riducendo anche la dicitura “senza glutine” ad una etichetta generica producendo un arretramento sostanziale nella tutela delle persone affette da celiachia. La normativa generale sugli alimenti di consumo corrente, infatti, non garantisce in maniera adeguata le categorie sensibili di consumatori, come i celiaci, che richiedono una “dieta sanitaria” e che consumano quantitativi consistenti di prodotti dietetici, che, quindi, devono garantire a questi pazienti requisiti specifici e restare sottoposti a rigorosi controlli. Trasferire la tutela dei consumatori celiaci, portatori di una specifica patologia, ad un Regolamento generale – il Regolamento sui claim nutrizionali e salutistici – che interessa la generalità dei prodotti alimentari destinati al comune consumatore, è pertanto inappropriato oltre che inaccettabile».

Come un salva-vita «Ad oggi l’unica terapia disponibile per la Malattia celiaca è l’esclusione totale e permanente dei cereali contenenti glutine dalla dieta – ha detto ancora Verini -: la dieta aglutinata per il celiaco è da considerarsi al pari di un farmaco salva vita. Non esiste altra terapia per la remissione della sintomatologia relativa alla malattia celiaca se non una stretta osservanza della dieta priva di glutine che è da considerarsi obbligatoria per prevenire soprattutto l’insorgenza di patologie autoimmuni e neoplastiche. La qualità della vita dei consumatori celiaci è perciò profondamente condizionata dalla possibilità di avere informazioni dettagliate sugli ingredienti di ciascun piatto proposto a un ristorante o a una mensa o di ciascun prodotto in vendita a un supermercato. Il glutine, infatti, può essere ‘nascosto’ nei cibi, e perfino in alcuni farmaci, come additivo, conservante o aroma. E’ quindi necessario per il celiaco richiedere informazioni dettagliate su ogni singolo prodotto che si desidera acquistare e utilizzare».

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