domenica 9 dicembre - Aggiornato alle 21:37

C’è il closing per l’acquisizione di Eon: da Erg rinasce il Nucleo Idroelettrico di Terni

La centrale di Galleto

di Massimo Colonna

Nel primo pomeriggio di lunedì è arrivato l’ok definitivo da Genova: Erg, attraverso la controllata Erg Power Generation, ha perfezionato il closing per l’acquisizione dell’intero business idroelettrico di Eon Produzione, i cui impianti si trovano in Umbria, Marche e Lazio. Centrale la posizione delle strutture ternane in Valnerina, tanto che tutto il gruppo di acquisto, composto da 16 centrali, 7 dighe, 3 serbatoi e una stazione di pompaggio, si chiamerà Nucleo Idroelettrico di Terni. Dall’azienda intanto primi riscontri sui livelli occupazionali: «Saranno mantenuti. L’Italia torna a riprendersi il sito».

L’accordo Dunque nel pomeriggio di lunedì è arrivato il via libera definitivo per l’acquisizione dell’intero business idroelettrico che avrà come punto di riferimento gli impianti che erano della tedesca Eon in Valnerina. Proprio in Umbria la Erg punta a sviluppare una mole di 474 megawatt, la parte più importante del pacchetto visto che nel Lazio sono previsti 53 mw e nelle Marche 0.2.

Operazione milionaria L’acquisizione è stata parzialmente finanziata tramite liquidità e anche tramite l’erogazione del ‘corporate acquisition loan’ di 700 milioni di euro, dei 950 totali, sottoscritto con un pool di sette ‘mandated lead arrangers’ e ‘bookrunners’ italiani e internazionali.

Lo sviluppo Con quest’ultima acquisizione Erg perfeziona così una metamorfosi industriale avviata anni fa, quando la famiglia Garrone, azionista prioritario della pubblic company completamente italiana, decise di uscire dalla raffinazione vendendo ai russi di Lukoil l’impianto di Priolo, a Siracusa, per oltre 2,5 miliardi di euro. L’acquisto del nucleo di E.On segue le operazioni operate negli ultimi tempi da Erg nel segmento delle rinnovabili e si configura come l’operazione più grande in assoluto.

Livelli occupazionali Nel corso delle trattative l’azienda ha fatto sapere che manterrà «i livelli occupazionali del sito ternano, che prevede la presenza di un centinaio di lavoratori». Il nucleo di Terni si estende su una vasta area nelle regioni Umbria, Lazio e Marche. È formato da 16 centrali idroelettriche, una stazione di pompaggio, 7 grandi dighe e 3 serbatoi (Salto, Turano e Corbara), 22 dighe e 155 chilometri di canali e tunnel. Utilizza le acque dei fiumi Nera, Velino, Tevere e i loro affluenti. Con una capacità efficiente di 527 megawatt, il nucleo produce mediamente 1,4 TWh di energia all’anno.

Twitter @tulhaidetto

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