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venerdì 12 agosto - Aggiornato alle 17:56

Cava Basalto, allarme ‘Amici del Botto’: «Rischio dispersione di arsenico, è cancerogeno»

Prevista per il prossimo 7 luglio la Conferenza dei Servizi per  l’ampliamento dell’area per l’estrazione della roccia

Ancora calda la discussione sulla ‘cava del Botto’ ad Orvieto. Il 7 luglio si aprirà la Conferenza dei servizi che dovrà deliberare sul progetto presentato dalla Società basalto ‘La Spicca’ relativo all’ampliamento della ‘Cava La Spicca’ di Orvieto denominata dai residenti ‘del Botto’ per le forti esplosioni di dinamite usata per estrarre il basalto. Un aumento della metratura che mette in allarme i residenti nelle zone circostanti dato che « il progetto di ampliamento – denunciano gli esponenti del comitato ‘ Amici del botto’ – determinerebbe: l’avvicinamento del fronte di cava, e delle esplosioni provocate dalle mine, all’abitato delle Velette (Bivio Botto); la distruzione di decine di ettari di paesaggio agricolo di pregio naturalistico e storico; la dispersione di arsenico (cancerogeno) presente nel suolo con potenziali fenomeni di inquinamento indotto; un incremento del rumore generato dall’attività di frantumazione e lavorazione del materiale cavato, già oggi eccedente i limiti di legge». Il comitato insomma ne vorrebbe la chiusura o almeno sicuramente non l’ampliamento. Di contro ci sono i lavoratori invece che non vogliono perdere il posto.

Attesa per la Vas Intanto, sempre il comitato è ancora in attesa della decisione del Tar, al quale lo stesso si è rivolto per denunciare la mancanza di Vas (Valutazione Ambientale Strategica) nel progetto definitivo. «Tutti gli aspetti sopramenzionati – prosegue il comitato – a parere del Comitato, meritavano di essere presi in considerazione con le modalità – trasparenti e aperte alla partecipazione degli interessati – previste dalla Vas, procedura evitata dalla Regione sul semplicistico presupposto che il progetto non avrebbe impatti ambientali significativi».

Lavoratori della cava Altro aspetto delicato della questione sono i lavoratori della cava, con i quali si era schierata recentemente la Cgil e che avevano consegnato alla sindaca Tardani migliaia di firme per chiedere che la cava continui la sua attività. Ma il comitato amici del botto dice di pensare anche alla loro salute facendo sapere che «in vista della Conferenza dei Servizi abbiamo presentato le nostre osservazioni al progetto, che ci auguriamo vengano esaminate, anche in ragione delle potenziali ricadute sulla salute pubblica e, anzitutto, dei lavoratori della cava». Vedremo

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