lunedì 24 luglio - Aggiornato alle 04:36

Inceneritori, la Regione fissa i tempi: «Entro 90 giorni primo studio su rischio sanitario»

Chiusa la commissione che si aggiorna il 27 marzo. Su Terni Biomassa: «La giunta non può stoppare Aia senza dati su salute»

L'inceneritore Terni biomassa della Tozzi holding (foto Colonna)

«Entro 90 giorni serve un primo studio sul rischio sanitario». Si è chiusa nel primo pomeriggio la seduta della seconda commissione consigliare regionale in merito al caso inceneritori a Terni: al tavolo lunedì mattina l’assessore regionale all’Ambiente Fernanda Cecchini e i tecnici del Servizio autorizzazioni ambientali. Al termine dell’incontro il presidente della commissione Eros Brega ha annunciato che nella prossima seduta, fissata per lunedì 27 marzo, verrà predisposto un testo «auspicabilmente condiviso» da portare in aula il giorno successivo per il consiglio regionale.

Al tavolo Presenti in commissione dunque anche i funzionari del Servizio autorizzazioni ambientali, Emanuele Smacchi e Andrea Monsignori, in relazione all’inceneritore ‘Terni Biomassa’ di Terni. L’assessore e i tecnici hanno spiegato «che la delibera di giunta – come si legge in una nota della Regione – recentemente approvata ritiene necessario uno studio approfondito della Usl Umbria 2 sulle correlazioni tra rischio sanitario specifico e fonti prevalenti di emissioni a Terni e nella Conca ternana».

Entro 90 giorni In più si chiede la realizzazione, entro 90 giorni, di un primo approfondimento sul rischio sanitario specifico relativo agli impianti di co-incenerimento presenti sul territorio e «auspica l’espressione di pareri univoci e concludenti da parte della Usl». I tempi previsti sono indicativi, ma evidentemente necessari a fissare un orizzonte entro cui ottenere i dati, mentre sulla copertura finanziaria è stata assicurata la disponibilità dell’esecutivo di Palazzo Donini a garantirla.

Aia a Terni Biomassa Poi il discorso si è concentrato su Terni Biomassa. «La giunta regionale non può interrompere il procedimento amministrativo di rinnovo dell’autorizzazione a Terni Biomassa senza dati sanitari che giustifichino tale decisione. Inoltre il blocco del procedimento non porterebbe alla chiusura del termovalorizzatore: l’impianto infatti dispone già di una autorizzazione, che scadrà nel 2019, e prevede livelli emissivi più alti e minori controlli rispetto a quella nuova. Il Comune di Narni, infine, non è stato coinvolto in quanto non avrebbe inviato osservazioni scritte, unica forma di partecipazione prevista dalle norme per i Comuni limitrofi». Prima di chiudere la seduta inoltre la commissione ha deciso il rinvio in giunta della ‘Strategia energetico ambientale 2014/2020’, al fine di un suo aggiornamento e attualizzazione, anche rispetto agli emendamenti presentati, in ragione del tempo ormai trascorso dalla sua stesura.

Le reazioni Per Raffaele Nevi di Forza Italia «il presidente Brega si è preso la responsabilità di fare una proposta a partire dalle mozioni presentate dal sottoscritto, dall’intero centrodestra e dal Movimento 5 Stelle, per arrivare ad una risoluzione unitaria dell’assemblea legislativa dopo anni di ritardi e continui scaricabarile tra Regione Umbria e Comune di Terni. Ciò è necessario per avere un quadro chiaro e definitivo di quella che è la situazione dell’ambiente, ma soprattutto della salute dei cittadini ternani, evitando il negazionismo e il catastrofismo». «Vogliamo vedere le carte – scrive Andrea Liberati, capogruppo in Regione del M5S – cercando di capire se, nella perdurante assenza di Catiuscia Marini, cronicamente afona sull’argomento, almeno l’assessore faccia sul serio oppure se siamo di fronte all’assunzione di impegni pubblici privi di riscontro: sarebbe strano se si accordasse prima l’autorizzazione a incenerire e, soltanto dopo, si attivassero le indagini sanitarie richieste».