martedì 16 ottobre - Aggiornato alle 03:31

Caso ceneri, comitato chiede sequestro patrimonio della Valnestore: «Pronti anche a costituirci parte civile»

I legali mercoledì hanno fatto il punto sulla vicenda: «Vogliamo assicurarci che le risorse del consorzio siano utilizzate per le bonifiche»

Gli uomini del Noe in Valnestore (foto F.Troccoli)

di D.B.

Dopo le dieci notifiche di conclusione delle indagini arrivate nei giorni scorsi, il comitato di cittadini difeso dall’avvocato Valter Biscotti è pronto a chiedere il sequestro del patrimonio della Valnestore Sviluppo e a costituirsi parte civile, in un eventuale processo, per vedere riconosciuti i danni alla salute che l’inquinamento e le spese sostenute per le cure mediche. Il caso è quello che riguarda l’interramento di ceneri (350 mila tonnellate secondo la Procura di Perugia) in alcune zone della Valnestore, per il quale la magistratura ha recentemente chiuso le indagini. Ad annunciarlo mercoledì è stato il comitato durante una conferenza stampa che si è tenuta in un hotel di Perugia.

I 10 AVVISI DI CONCLUSIONE DELLE INDAGINI

Sequestro «Inquinamento e omessa bonifica – ha detto l’avvocato Valeria Passeri – vengono contestati a partire dal 29 maggio del 2015; e forse non è una coincidenza il fatto che i magistrati siano partiti non dagli anni in cui gli interramenti sono avvenuti, cioè tra i ’70 e gli ’80, ma proprio in coincidenza con la nuova legge sui reati ambientali che obbliga al rispristino dei luoghi coloro che hanno prodotto il danno». In più l’avvocato (che ha preparato un esposto anche verso il Comune di Perugia) ha annunciato di voler presentare la richiesta di sequestro conservativo per il patrimonio della Valnestore Sviluppo, con lo scopo di «assicurarci che le risorse a disposizione del consorzio possano essere utilizzate per le bonifiche».

Più controlli Secondo l’avvocato inoltre non è da escludere che ci siano «altri filoni di indagine in corso, visto che da questo sono state escluse ipotesi di reato che riguardano la salute dei cittadini». Sul punto Biscotti ha sostenuto che la magistratura «potrebbe aver scelto di non mischiare, a queste, altre ipotesi di reato che potrebbero finire con la prescrizione; i pm saggiamente potrebbero aver scelto di procedere con l’ipotesi di reato che erano certi di “portare a casa”». Inoltre, sono state chieste ulteriori verifiche anche in altre zone come Ponticelli dove sono state interrate ceneri provenienti dalla Liguria e invece se non se ne parla quasi per niente. Anche per quella zona abbiamo presentato un esposto». Il comitato da ultimo è pronto a dare battaglia anche sul fronte della costruzione di altre ciminiere in zona, presentando una diffida a proposito della Via (la Valutazione di impatto ambientale) che riguarda il nuovo stabilimento della vetreria di Piegaro, che dovrebbe sorgere a La Potassa (Panicale).

Twitter @DanieleBovi

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