mercoledì 20 marzo - Aggiornato alle 08:21

Cascia in ginocchio: «Non pensavo di vivere il quarto terremoto». Vicesindaco: «Circa 1.500 sfollati»

De Carolis: «Priorità è convincere le persone ad andare in albergo per iniziare i sopralluoghi». In arrivo tende in paese e nelle frazioni

Sfollati a Cascia

di Chiara Fabrizi

Anche Cascia è in ginocchio. In via Cavour, la principale via d’accesso alla città di Santa Rita, la gran parte dei condomini sono inagibili. Tra chi ha perso tutto ci sono Giulivo originario di Gualdo Cattaneo ed Ernesta, lui 80 anni, lei 77 anni lei. Dormono in una roulotte prestata in piazzale Dante. Con loro Pepe il cagnolino che compie un anno il 4 novembre. Ernesta: «Pensavo che non avrei vissuto il quinto terremoto, pensavo di morire prima. Si vede che Dio mi ha sentito. Dopo quello del 1962, quello del 1979, 1997 e ora pure questo del 2016. Ma ora lo vivo molto peggio perché non posso correre per scappare, sono cardiopatica. Ho un nipote di 33 anni che è voluto rimanere a Cascia a lavorare e ha comprato da poco casa, il terremoto gliel’ha lesionata».

VIDEO: CASCIA IN GINOCCHIO
FOTO: GLI SFOLLATI DI CASCIA IN ROULOTTE

Auto schiacciata In zona via Cavour c’è una vecchia Fiat Uno schiacciata dalle macerie. Il proprietario, un anziano di 80 anni, domenica mattina è riuscito a parcheggiare poco prima del crollo del cornicione: «Era andato a sistemare l’orto – racconta Sandro, il figlio – poi alle 7.40 era tornato a casa. Tempo di scendere dalla macchina ed è passato il terremoto. Si è salvato per pochi secondi».

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FOTO: ALL’ALBA IN UNA NORCIA SPETTRALE
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Le frazioni Avendita insieme a Maltignano e San Giorgio sono le frazioni di Cascia piu colpite sal sisma. Qui dalle due forti scosse del 26 ottobre 120 persone dormono in auto. Soltanto martedi è stata montata una tensostruttura e in queste ore si sta montando una seconda tenda collettiva della  protezione civile. Qui ci sono anche Etemi e Feredin, una coppia di macedoni con tre figli di 21, 17 e 15 anni: «Con la scossa del 26 ottobre – racconta Etemi – mi sono ferita alla testa e a un braccio fuggendo da casa ma sono stata colpita dalle tegole scivolate dal tetto». Accanto a lei c’è Luciano Nardi, allevatore e titolare dell’omonima azienda agricola: «Ho la stalla inagibile dal 24 agosto, fortunatamente ho l’acqua e un accesso per sfamare e abbeverare le mie 250 pecore. Sono sei notti che dormo in macchina, mi fa male la schiena e oggi devo assolutamente spostare le pecore ma non so ancora come fare né dove metterle».

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Circa 1.500 sfollati A fare il quadro della situazione il vicesindaco Mario De Carolis. «Dopo il 24 agosto avevamo 100 sfollati tutti collocati in autonoma sistemazione. Oggi solo nelle frazioni abbiamo 400-500 persone che dormono fuori casa e oltre mille a Cascia. L’urgenza è spingere le persone a dormire in luoghi sicuri e cosi partire per i sopralluoghi. Stiamo cercando di convincere la gente e credo che a fine giornata saremo intorno ai 250 casciani negli hotel».

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La situazione «Entro oggi (mercoledì, ndr) – aggiunge De Carolis – mi hanno promesso che, oltre alle due tende pneumatiche collettive nelle frazioni di Maltignana e Avendita, ne verranno allestite due a Cascia e altre due nelle frazioni. Noi abbiamo anche il palasport che è attivo, e un presidio medico nel vecchio ospedale. I malati ricoverati in altre strutture sono stati trasferiti, ora stiamo assistendo quelli che domenica erano a casa e si sono rifiutati di andare via. Per l’ospedale si sta verificando l’agibilità, i tramezzi sono danneggiati. Fare un censimento prima delle verifiche è complicato. Una parte del centro storico è stato riaperto dopo la bonifica. La Basilica di Santa Rita sembra abbia avuto lievi danni, i frati agostiniani e le suore di clausora, 45 religiosi in tutto, sono rimasti dentro al monastero che è in buone condizioni».

 

 

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