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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 17:24

Cardinale Bassetti alla vigilia del congedo: «La gente ha bisogno di pace». Vivrà a Città della Pieve

Presidente della Cei alla vigilia dell’assemblea dei vescovi che si terrà a Roma per scegliere il successore

Il cardinale Bassetti

«Credo che questo sia il momento e di riflettere e di mandare continuamente segni di dialogo e di pace» perché «la gente ha bisogno di pace, la gente ha bisogno di essere unita». Lo dice il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, alla vigilia dell’assemblea dei vescovi, che si terrà a Roma dal 23 al 27 maggio e che dovrà scegliere una nuova guida. Il cardinale, in una intervista a La Voce rilanciata dal Sir, richiamando gli incontri per la pace, a Bari e a Firenze, sottolinea: «Se noi riuscissimo a mettere in pratica quello che ci ha dato il Papa nella ‘Fratelli tutti’… c’è tutto: c’è il rispetto dell’ambiente, c’è la fraternità vissuta e condivisa, c’è la pace, c’è la lotta perché questa è la lotta per la giustizia».

Bassetti al vigilia del congedo Quanto al suo futuro dice: «Il Signore mi dona una vera serenità, una calma interiore, per cui non mi agito pensando al ‘dopo’. Io penso a vivere con intensità e pienezza quello che devo fare ora, giorno per giorno e momento per momento. Anche perché arrivati a ottant’anni si sente anche di più la fragilità della condizione umana, e ogni momento può essere buono per la chiamata del Signore». Annuncia che rimarrà, anche quando il Papa sceglierà un nuovo arcivescovo, nella diocesi di Perugia-Città della Pieve. «Ho pensato di rimanere in questa ultima diocesi che la provvidenza mi ha affidato, andando ad abitare a Città della Pieve e lì riposarmi e rendere qualche servizio pastorale se potrà essere utile».

Sul Covid Torna sul Covid che lo colpì in maniera grave: «Io ho chiesto al Signore: se tu mi dai i tempi supplementari per giocare questa meravigliosa partita che è il gioco della vita, io cercherò di fare al meglio per colmare quelle lacune che ci sono state nella mia vita. L’ho detto tante volte: i peccati di fragilità il Signore ce li perdona, ma le omissioni non tornano più come casi di Grazia, o perlomeno in quella forma. Poi il Signore è misericordioso e buono, ti manderà altre occasioni…».

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