martedì 19 novembre - Aggiornato alle 22:05

Carcere di Terni, mancano cento agenti: «Se arrivano altri detenuti pronti a manifestazioni»

I sindacati rilanciano l’allarme per carenza di personale e sovraffollamento dell’istituto penitenziario

Sindacati sul carcere di Terni

di Massimo Colonna

In alcune celle si sta già predisponendo la quarta branda, ossia il posto in più per i sessanta detenuti annunciati nei prossimi giorni. Un elemento che preoccupa i sindacati della Funzione pubblica che venerdì mattina, in maniera unitaria, hanno organizzato una conferenza stampa per rilanciare l’allarme sulla carenza di personale al carcere di Vocabolo Sabbione e sul sovraffollamento, dovuto alla presenza dei detenuti oltre i limiti consentiti dalle più recenti direttive europee. Per questo i rappresentanti delle sigle, Giorgio Lucci della Cgil, Guglielmo Bizzarri della Uil e Riccardo Laureti della Cisl, chiedono più personale e la diminuzione dei detenuti per la struttura ternana: venerdì mattina il sindaco Leonardo Latini ha fatto visita al carcere e i sindacati hanno anche tenuto un incontro con i vertici della Usl per quanto riguarda la situazione a livello sanitario.

I numeri Con il decreto ministeriale del 20 novembre 2017 l’organico teorico di polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Terni è di 241 unità. Attualmente sono presenti solamente 205 unità, visto che alcune decine sono state dislocate in altri istituti fuori regione, a fronte di 520 detenuti presenti. «Dalle direttive nazionali, servirebbero un centinaio di agenti in più. Già questo dato – spiegano i sindacati – è di gran lunga esaustivo delle difficoltà in cui operano gli agenti, le continue e recenti aggressioni, sono uno dei risvolti più gravi causati dal sovraffollamento. Purtroppo dobbiamo denunciare il fatto che le autorità competenti non solo non hanno ritenuto di provvedere alla soluzione del problema, ma da fonte certa ci è stato annunciato l’arrivo di ulteriori 60 detenuti comuni, senza compensare in alcun modo la dotazione del personale. Non è più sopportabile che le problematiche organizzative delle Stato e il sovraffollamento delle carceri debbono essere scaricate sul personale, come non è più accettabile l’ arrivo di ulteriori detenuti senza la compensazione di personale. Nel caso in cui arrivassero altri detenuti, siamo pronti a manifestazioni davanti al carcere». Proprio in questi giorni la situazione sta divenendo sempre più complicata a causa di alcune rivolte interne all’interno delle sezioni dei detenuti comuni.

L’altro personale Nel carcere di Terni operano poi anche altri professionisti, al di là degli agenti penitenziari. Anche loro ovviamente soffrono il sovraffollamento. In particolare sono 22 i lavoratori del settore amministrativo, 12 per l’infermieristico, con un solo medico a disposizione e i fisioterapisti. «Va anche denunciato – spiegano i sindacati – come anche il personale civile presente subisca tali condizioni, anche in considerazione del fatto che molti detenuti devono anche affrrontare processi fuori regione e quindi devono essere accompaganti per seguire le udienze. Con carichi di lavoro che ovviamente si moltiplicano. «Infermieri, medici e fisioterapisti sono costretti a erogare terapie ai detenuti all’interno delle celle senza scorta, il personale di polizia non puo’ per carenza di organici garantire la completa sicurezza di questi operatori, in maggioranza donne, le quali subiscono da tempo minacce verbali e a volte anche fisiche. Cosi come sono costretti ad effettuare le prime cure di pronto soccorso a detenuti che molto spessano si provocano lesioni da taglio».

Il sindaco In mattinata intanto il sindaco Leonardo Latini ha incontrato il direttore del carcere, Luca Sardella, insieme a una delegazione del personale della Polizia Penitenziaria. «Il carcere di Terni – ha detto il sindaco – sta vivendo una fase molto difficile a causa del prospettato aumento del numero dei detenuti e per le carenze strutturali della pianta organica del personale, assolutamente insufficiente a gestire una popolazione carceraria di oltre 500 detenuti. Siamo di fronte a una carenza di oltre cento unità sul fronte del personale addetto, che comporta gravi disagi gestionali, ma soprattutto problemi per la sicurezza stessa della struttura, a fronte di impegni sempre più gravosi e complessi. Per questo mi impegno a riferire sulla situazione al nuovo Prefetto di Terni, come uno dei problemi prioritari da prendere in considerazione e, inoltre, svolgerò un’azione di sensibilizzazione nei confronti dei parlamentari e del governo, anche attraverso passi formali».

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