venerdì 15 novembre - Aggiornato alle 11:50

Carabiniere umbro muore travolto dal treno mentre insegue i ladri. Zio e colleghi: «È un eroe»

Emanuele Reali di 34 anni lascia moglie e due figlie piccole. Il sindaco di Cascia: «Un ragazzo in gamba, siamo tutti scossi»

Il carabiniere Emanuele Reali

di Ivano Porfiri e Chiara Fabrizi

Era di origini umbre Emanuele Reali, il carabiniere travolto e ucciso da un treno martedì, a pochi metri dalla stazione di Caserta mentre era all’inseguimento dei ladri. La notizia riportata da Umbria Domani, viene confermata a Umbria24 dal sindaco di Cascia, Mario De Carolis.

Zio: «Per noi è un eroe» La mamma è originaria di Poggiodomo e il papà di Monteleone di Spoleto, anche se quest’ultimo ora vive a Cascia dove tutta la famiglia è molto conosciuta, tanto che il fratello del padre, Piero Reali, è consigliere comunale del paese tra i banchi della maggioranza: «Sono a casa – dice a Umbria24 lo zio del militare morto – abbiamo appreso la tragica notizia dai telegiornali: la sua era una vita dedicata all’Arma, come altri componenti della nostra famiglia, che sono militari tra la Valnerina e la Sabina. Era il più grande dei miei nipoti – racconta commosso il consigliere Reali – l’ho visto nascere e non più tardi di due mesi fa è venuto a Cascia e a Spoleto per festeggiare con noi il matrimonio di mia figlia. Noi sapevamo – va avanti – che operare al Norm di Caserta fosse pericoloso, spesso faceva servizi in borghese, ma lui diceva che questa era la sua vita, che era pagato per questo e ha fatto il suo dovere fino in fondo. Siamo una famiglia molto numerosa e molto rispettosa delle istituzioni: per noi Emanuele è un eroe». I funerali saranno celebrati venerdì alle 17 nella chiesa dello Spirito di Santo di Piana di Monte Verna (Caserta), la stessa in cui il carabiniere morto in servizio a 34 anni si era sposato con la moglie Matilde, che del piccolo borgo è originaria.

Comunità di Cascia scossa Il vice brigadiere è nato da genitori umbri all’ospedale di Rieti, perché la famiglia in quegli anni viveva a Leonessa e quel nosocomio è il più vicino. Poi l’Arma l’ha portato a operare nel Casertano, dove si è sposato e dove e diventato papà.  Nonostante fosse cresciuto a Roma, dove ha frequentato il liceo scientifico, la Valnerina restava la sua terra d’origine, dove tuttora vivono molti dei suoi familiari, tutti distrutti dal dolore. Qui tornava frequentemente per trascorrere le festività, ma anche per cacciare, una delle sue principali passioni. Lascia moglie e due figlie piccole. «Abbiamo tutti un ricordo eccezionale di Emanuele – dice a Umbria24 il sindaco Mario De Carolis -, un ragazzo in gamba, molto conosciuto qui. L’amministrazione comunale e l’intera comunità è scossa da questa tragedia ed esprime profondo cordoglio ai familiari».

Caccia al ladro La tragedia che ha riguardato il vice brigadiere in servizio al Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Caserta, è avvenuta all’altezza di via Ferrarecce. Il 34enne stava inseguendo due ladri ricercati per furto in appartamento insieme ad altri colleghi. Per raggiungerli ha scavalcato un muro, proprio mentre arrivava un treno regionale Napoli-Caserta via Cancello. Il ladro è riuscito ad evitare il treno, Emanuele no. Inutili i soccorsi dei colleghi e del 118, mentre è caccia serrata al ladro che ieri sera ha provocato con la sua fuga l’inseguimento da parte del vicebrigadiere dei carabinieri Reali. Un complice del ladro, anch’egli in fuga, era stato fermato poco prima dai colleghi del militare: i due facevano parte di una banda di quattro uomini, tutti del Napoletano, sorpresi ieri pomeriggio dai carabinieri del Norm poco dopo aver svaligiato un appartamento in un parco della zona Sud del capoluogo; due ladri sono stati subito fermati, gli altri due sono fuggiti inseguiti dai militari.

Cordoglio «Una preghiera e un abbraccio alla famiglia e agli amici di Emanuele e a tutte le forze dell’ordine»: è il messaggio del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Cordoglio anche dal ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, dal capo della polizia Franco Gabrielli, e dal Capo di stato maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli. Per il comandante generale dell’Arma, Giovanni Nistri, «il sacrificio di Emanuele Reali resterà sempre vivo nella memoria di tutti i carabinieri».

Il saluto dei carabinieri: «Ciao eroe» Sul profilo Facebook ufficiale dell’Arma dei carabinieri c’è questo messaggio: «È morto schiantato da un treno Emanuele Reali, figlio di genitori che non è naturale siano destinati a sopravvivergli, marito di una donna a cui mancherà come l’aria, padre di due bimbe così piccole che a stento lo ricorderanno. È morto schiantato da un treno a Caserta, mentre inseguiva il quarto autore di un furto, l’ultimo ancora da arrestare. La sua fine richiama alla mente La locomotiva di Francesco Guccini, anche se è proprio un’altra storia. Ma c’è un verso di quella canzone che recita: “Gli eroi son tutti giovani e belli”. Era giovane il 34enne Emanuele Reali, quanto l’entusiasmo che lo ha spinto a rincorrere un reo senza preoccuparsi delle conseguenze, al buio lungo il binario di una ferrovia. Ed era bello quanto il suo atto coraggioso, unicamente dedito al dovere. Non avrà strade né piazze Emanuele Reali, perché è “solo” l’ennesima vittima di una guerra combattuta tutti i giorni, quella silenziosa contro il crimine. E perché, anche se qui lo scriviamo quattro volte, il suo nome a breve non lo ricorderà nessuno. Per noi però Emanuele Reali, Vice Brigadiere dei Carabinieri, sarà eternamente giovane e bello. Sarà per sempre un EROE».

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