venerdì 15 novembre - Aggiornato alle 11:46

Bus, via ai tagli: clima teso tra i lavoratori e chiamate di protesta. A Todi interviene il Comune

Partita la rimodulazione delle corse, martedì incontro sindacati-azienda sui turni. Federconsumatori: «Uffici a disposizione per i risarcimenti». Va avanti la protesta dei sindaci

L'avviso apparso nelle scorse ore

di Daniele Bovi

Clima molto teso tra i lavoratori, viaggiatori arrabbiati perché non hanno più l’autobus a disposizione e sindaci che o protestano o provano ad aprire il portafoglio per cercare di contenere i danni. Partiti domenica, i tagli da 1,350 milioni di km al trasporto pubblico regionale hanno fatto sentire i loro effetti lunedì, quando in tanti si sono accorti degli avvisi appesi da Busitalia alle fermate dei bus. Le proteste ovviamente non sono mancate mentre sul fronte delle trattative è stato spostato a venerdì il confronto, programmato per lunedì, tra sindacati e Regione. Martedì le sigle sindacali si confronteranno con l’azienda sulla cruciale questione dei turni lavoro: 140 circa quelli coinvolti fino al 10 settembre, con Busitalia che vorrebbe usare le ferie come una sorta di ammortizzatore sociale.

I SINDACI SUL PIEDE DI GUERRA

Incontri e sciopero I rappresentanti dei lavoratori vorrebbero ‘ammortizzare’ meglio le ricadute dei tagli ed è chiaro che tra i dipendenti c’è rabbia per come la situazione è stata gestita. Molto importante sarà l’incontro di venerdì, quando i sindacati chiederanno all’assessore regionale Giuseppe Chianella risposte certe su quello che succederà dopo il 10 settembre, quando in teoria dovrebbe scattare l’altra tranche di tagli da 1,350 milioni di km, che a quel punto coinvolgerebbero inevitabilmente anche le corse scolastiche; uno scenario decisamente più grave rispetto a quello attuale. Nel frattempo, lo sciopero del 24 luglio è confermato, a meno di svolte improvvise in grado di cambiare profondamente il quadro.

NUOVI ORARI: Servizi urbani – Servizi extraurbani

Todi I sindaci intanto continuano a protestare e alcuni, come quello di Todi Antonino Ruggiano, oltre ad alzare la voce hanno deciso (come fato a Umbertide ad Assisi) di attingere alle casse del Comune per evitare i tagli. Uno sforzo che, per quanto riguarda le linee A e B, ha permesso di «ridurre al minimo i disagi per gli utenti». «Un risultato di cui andare fieri – dice Ruggiano – ma che non cancella la grave crisi in cui ci siamo venuti a trovare, a causa della mancata programmazione regionale. L’obiettivo è di riuscire, con l’arrivo del mese di settembre, a ripristinare le intere corse del servizio». Todi è uno di quei Comuni particolarmente colpiti visto che deve fare i conti, oltre al taglio dei bus, con la chiusura della Fcu e con la «atavica assenza delle Ferrovie dello Stato. Tagliare il trasporto su gomma sarebbe davvero risultata una mazzata insuperabile».

VIDEO – PARLANO I SINDACI: «LA COLPA NON È NOSTRA»

I sindaci A protestare sono anche i sindaci di centrodestra di Giano, Montefalco, Gualdo Cattaneo e Castel Ritaldi, che chiedono alla Regione di trovare soluzioni per garantire il servizio nella sua interezza: «Colpire in questo modo piccoli Comuni – scrivono – privi di infrastrutture che facilitino l’accesso ai nostri territori, quali stazioni ferroviarie, strade statali o aeroporti, né in possesso di risorse di bilancio tali da sopperire autonomamente a questa mancanza, vuol dire scegliere di mettere deliberatamente in ginocchio le aree interne a vocazione turistica e ricettiva». Preoccupata anche la sindaca di centrosinistra di Monte Santa Maria Tiberina, Letizia Michelini, che si è vista tagliare la corsa verso Città di Castello: «Si tratta di una tratta primaria – dice – e di un servizio essenziale utilizzatozato dai cittadini del territorio anche durante l’estate. Il rischio isolamento per un territorio montano come il nostro è sempre dietro l’angolo, anche per le condizioni delle strade, e con il taglio del servizio di trasporto pubblico su gomma il risultato è a dir poco devastante. Vanno trovate soluzioni».

VIDEO – LA CONFERENZA STAMPA DEI SINDACI

I consumatori Da parte sua invece la Federconsumatori provinciale di Perugia, guidata da Alessandro Petruzzi, ha messo a disposizione gli uffici dell’associazione per tutti quelli che (vedi il caso degli abbonati) volessero chiedere «un risarcimento di quanto pagato per servizi che non sono stati forniti» (si può telefonare allo 0757972595 oppure scrivere una mail a [email protected]). Petruzzi spiega che «decine e decine di cittadini stanno chiamando gli sportelli di Federconsumatori per chiedere assistenza e denunciare la violazione di un diritto. Oltre cinquanta persone che tutte le mattine si recano a lavoro da Foligno a Perugia e in possesso di abbonamento, si vedono soppresse tutte le linee pomeridiane, eccetto una che parte alle ore 14, che comprensibilmente rende impossibile lo spostamento per coloro che effettuano rientri pomeridiani. Oppure come l’intero bacino del perugino e del Trasimeno che si vede assicurate solo 20 corse su 65». A preoccupare ora è ciò che potrebbe succedere a partire dal 10 settembre: «Serve un’inversione di rotta – chiede Federconsumatori -rivedendo l’intero sistema dei trasporti regionale per evitare ulteriori drammatici effetti a settembre».

Twitter @DanieleBovi

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