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venerdì 12 agosto - Aggiornato alle 17:33

Bus, sindacati in piazza contro tagli e quattro lotti. Melasecche: «Nessun posto di lavoro andrà perduto»

Presidio di Cgil e Cisal sotto la Regione: «La tanto decantata riduzione degli sprechi la pagheranno i lavoratori»

Il presidio

«Avremmo volentieri fatto a meno di essere qui, ma, purtroppo, ci troviamo a dover contrastare la scelta spregiudicata dell’amministrazione regionale in termini di divisione e privatizzazione del Tpl in Umbria, scelta che porterà, tra l’altro, a un drammatico abbassamento dei livelli economici dei lavoratori». È quanto hanno ribadito venerdì, nel corso del presidio organizzato in piazza Italia a Perugia, sotto la sede della Regione Umbria, Ciro Zeno, segretario della Filt Cgil Umbria, e Christian Di Girolamo, di Faisa Cisal. I due sindacalisti, accompagnati da diversi lavoratori di Busitalia, oltre che da molti cittadini, hanno sottolineato come «la tanto decantata riduzione degli sprechi ricadrà, come sempre, sul personale, già pesantemente penalizzato negli ultimi anni».

BUS, ADDIO GARA A BACINO UNICO

Il presidio «Più volte abbiamo sentito parlare dall’amministrazione di economie di scala e razionalizzazione – hanno detto Zeno e Di Girolamo – ma in realtà la razionalizzazione in Umbria è cominciata già da molto tempo, con il personale che svolge anche più mansioni, con alcuni lavoratori che in estate operano in un settore ed in inverno in un altro. Ma evidentemente per chi amministra – hanno aggiunto i sindacalisti – l’unico vero obiettivo è abbassare i livelli economici dei lavoratori, riportandoli indietro di 30 anni, con ricadute negative anche per le famiglie, le stesse per le quali gli ultimi governi (grazie alla pressione delle organizzazioni sindacali), hanno prodotto ausili e bonus per superare il difficile momento che stiamo vivendo».

L’ELENCO DI TUTTE LE CORSE TAGLIATE DAL 27 GIUGNO

La gara Rispetto alla gara divisa in quattro lotti, i sindacati hanno sottolineato l’oggettivo rischio che «se anche un’unica azienda li vincesse tutti, ogni unità avrebbe comunque una propria identità economica, e, di fatto, oltre a generare molte difficoltà a livello organizzativo, produrrebbe differenze fra un territorio e un altro, poiché a ogni lotto verrà destinata una quota economica differente in base alla densità di popolazione». Traducendo in numeri, questo vuol dire per i sindacati che le zone più “ricche” forse potranno avere un servizio adeguato, mentre le altre, quelle più periferiche, saranno lasciate «all’abbandono totale». «Da questa piazza lanciamo un ennesimo appello alla giunta regionale – hanno concluso i sindacati – affinché ritorni sui suoi passi. Cosa che la legge, consente, come dimostra quanto fatto in altre regioni, prevedendo che le gare possano essere svolte a lotto unico «purché vi siano comprovate ragioni». «E nella piccola Umbria queste ragioni sono sotto gli occhi di tutti».

REGIONE: «NON CI SARÀ TAGLIO DEI KM»

Bori A chiedere alla giunta di fare un passo indietro sul tema della gara è anche il segretario regionale del Pd Tommaso Bori, che in una lettera alla presidente Donatella Tesei e all’assessore Enrico Melasecche sostiene che il ritorno al bacino unico permetterebbe «risparmi dei costi e porterebbe benefici agli utenti». «Un lotto unico – dice – determinerebbe invece la salvezza del Tpl e la sola strada da percorrere non solo a beneficio degli utenti, in particolare di quelli delle aree più periferiche, ma anche a beneficio dei lavoratori». Bori evidenzia anche che non esiste alcun obbligo previsto dal decreto legge 50 del 24 aprile 2017. «Il provvedimento – dice – stabilisce che bacini di mobilità per i servizi di trasporto pubblico regionale e locale sono determinati dalle Regioni e che comprendono un’utenza minima di 350 mila abitanti ovvero inferiore solo se coincidenti con il territorio di enti di area vasta o di città metropolitane. La normativa nazionale vigente non prevede alcun obbligo per la Regione di procedere a uno spacchettamento del territorio in quattro parti».

TPL, COME CAMBIA IL RIPARTO DEI FONDI TRA I COMUNI

Melasecche Di tutt’altro avviso Melasecche che in un lungo comunicato risponde alle organizzazioni sindacali sostenendo che la giunta non ha ancora deciso riguardo alle cifre da mettere a gara e che «l’importo sarà prossimo a quello odierno, con un costo chilometrico più alto rispetto alla gara che la stessa Busitalia si è aggiudicata di recente a Padova». Quanto al risparmio di 13 milioni di euro, «serve a evitare un ulteriore aumento, ritenuto dal bilancio regionale, assolutamente impossibile da sopportare», mentre il bacino unico viene giudicato come un’ipotesi scorretta dato che «limita la concorrenza, ma l’aspetto fondamentale – dice l’assessore – è che tale ipotesi costringerebbe a tagliare drasticamente i servizi e va contro gli interessi degli utenti che i sindacalisti dicono di voler tutelare». Nessun problema, assicura Melasecche a proposito del taglio deciso settimane fa, ci sarà a proposito delle corse scolastiche dato che «verranno messi a gara gli stessi km di oggi». Rassicurazioni ci sono anche a proposito dei posti di lavoro: «Imporremo nella gara – dice l’assessore – la clausola sociale che obbligherà ad assumere fino all’ultimo dipendente».

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