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lunedì 26 settembre - Aggiornato alle 07:54

Bus e gara in quattro lotti, Regione: «Non ci sarà taglio dei km». Cgil: «Una scelta politica»

Melasecche il giorno dopo l’incontro con i sindacati: «Suddivisione in lotti è obbligatoria, si risparmieranno 13 milioni»

Un autobus (©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

Tredici milioni di euro in meno senza tagliare km di percorrenza. Il giorno dopo la riunione tra Regione e sindacati nel corso della quale, tra la grande sorpresa di questi ultimi, Palazzo Donini ha comunicato la volontà di mettere in un cassetto il bacino unico e di procedere con una gara suddivisa in quattro lotti, a tenere banco come immaginabile è proprio questa decisione.

TPL, IN UMBRIA GARA SUDDIVISA IN 4 BLOCCHI

Stessi km In un comunicato l’assessore ai Trasporti Enrico Melasecche rispondendo alle critiche Cgil, Cisl, Uil e Faisa-Cisal assicura che nonostante i risparmi (dieci milioni a favore della Regione e tre per quanto riguarda Comuni e Province che finanziano i servizi aggiuntivi) sarà «possibile mantenere lo stesso livello delle percorrenze attuali, anziché ridurre ulteriormente i km da mettere a gara, pur rappresentando una sfida difficilissima per il reperimento delle risorse necessarie».

La decisione Quel che è certo è che la scelta della Regione (supportata da un advisor romano), che dovrebbe essere formalizzata i primi di agosto con una delibera, ha colto di sorpresa non solo i sindacati ma anche diverse piccole aziende del settore che ora dovranno capire il da farsi. Alla base delle decisione ci sono le norme nazionali degli ultimi anni che prevedono la necessità di più lotti per l’affidamento del servizio (salvo alcuni casi motivati da economie di scala o ragioni di efficienza economica). «È evidente pertanto che le esternazioni su questo punto – dice Melasecche – sono di fatto dichiarazioni “di pancia” che non tengono minimamente conto dei vincoli giuridici, e che porterebbero all’ingessamento delle procedure esponendo l’Amministrazione a infiniti ricorsi».

I costi Melasecche sottolinea poi a proposito dei costi che sula base del decreto che fissa i costi standard del settore il bacino unico o i due lotti comporterebbero «il massimo dei costi possibili per la Regione, ipotesi che non vogliamo credere che i sindacati possano volere».  «Il ragionamento dei sindacati – conclude – appare fin troppo chiaro e può essere sintetizzato in una domanda: perché ridurre le percorrenze a disposizione dei cittadini, diminuendo i servizi pur di mantenere ampi margini economici ai propri datori di lavoro piuttosto che asciugare gli utili aziendali a tutto vantaggio del servizio pubblico? Nel passato ha prevalso una certa cultura che ha privilegiato gli interessi settoriali rispetto a quelli generali con le conseguenze che purtroppo abbiamo dovuto constatare ed a cui con fatica stiamo cerchiamo di rimediare».

La Cgil Che il tema contribuirà ad arroventare ulteriormente l’estate lo conferma la Cgil che, a margine dell’incontro di lunedì, con Ciro Zeno a proposito dei quattro lotti sostiene che «la legge non obbliga la Regione a fare gare con più bacini. La legge 50 – l’abbiamo letta insieme nella riunione di ieri – stabilisce che la Regione può scegliere come fare la gara. Gli consente anche di dare il servizio in house. Qui stiamo parlando di scelte politiche, chiare e inequivocabili. Si vuole distruggere il Tpl in Umbria».

La legge Zeno sul punto prosegue parlando di «disastro gestionale, economico, politico e sociale perché comunque quattro lotti, quattro bacini, ci porterebbe indietro di venti anni. La Regione già ha subito conseguenze molto molto pesanti rispetto a quella politica perché stavano fallendo tutte le società che gestivano il tpl nella nostra regione». A proposito delle risorse, il sindacato è convinto che anche se si riuscisse a mantenere la stessa quantità di km, con 13 milioni in meno ci saranno dei rischi in termini di sicurezza, qualità dei posti di lavoro e servizio. Una partita delicatissima che riguarda anche i rapporti di forza tra sindacati e aziende e che andrà avanti per mesi.

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