martedì 20 ottobre - Aggiornato alle 21:39

Bus, dal 4 aumento delle corse fra il 30 e il 40%. Minimetrò, rebus passeggeri e controlli

Enti e società studiano come far ripartire il sistema del trasporto pubblico in Umbria. Fino a 6 persone nelle carrozze d’argento

Studenti a Fontivegge (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Rispetto al sostanziale azzeramento del trasporto pubblico deciso ormai da settimane a causa della pandemia di nuovo coronavirus, da lunedì 4 maggio le corse dei bus potrebbero essere incrementate del 30-40%. In vista della fase 2 la percentuale intorno alla quale si sta ragionando in Regione è questa, omogenea in tutta l’Umbria anche se con ovvie differenze e declinazioni a seconda della zona; di sicuro anche per quanto riguarda il tpl la ripartenza sarà graduale. Al momento, almeno fintantoché non arriveranno indicazioni precise dal governo, non sono chiare neppure le modalità con le quali si potrà salire su un mezzo pubblico (guanti e mascherine saranno probabilmente obbligatori) e il numero di passeggeri ammessi.

Le distanze Su quest’ultimo fronte c’è da registrare la presa di posizione di Astra, l’associazione che riunisce le società di trasporto in Italia che vorrebbero arrivare a un passeggero ogni metro quadro; un’idea un po’ meno penalizzante, in termini di capacità di carico, rispetto a quella in base alla quale si vorrebbe tracciare un cerchio dal diametro di un metro o più all’interno del quale potrebbe stare una sola persona. Mercoledì, nel corso di una videoconferenza stampa in cui la giunta regionale ha presentato il pacchetto di misure per l’economia, l’assessore ai Trasporti Enrico Melasecche rispondendo ai giornalisti ha spiegato che «in questo momento tutti, compresi i Comuni, ci chiedono quando riprenderà il trasporto su gomma e ferro».

Come ripartire Il problema è capire come: «Le imprese – ha aggiunto – vorrebbero ripartire ma dobbiamo attendere le direttive del governo. Al momento viaggia il 5% dei treni e dobbiamo riprendere con gradualità. Stiamo monitorando la situazione con Busitalia e Trenitalia e con loro andremo a modulare la ripresa». Le aziende stanno ipotizzando le modalità organizzative relative a ingressi e separazione e tra le ipotesi, pensata allo scopo di poter occupare tutti i dipendenti (molti infatti, visto l’azzeramento del servizio, sono a casa in cassa integrazione), c’è anche quella di far salire a bordo oltre all’autista anche un’altra persona per ingressi, uscite e distanze di sicurezza. «Qualche problema in più – ha spiegato Melasecche – c’è per i treni ma la materia in queste ore è in forte evoluzione».

Minimetrò A Perugia intanto mercoledì si è tenuta una riunione fra i tecnici del Comune e la Minimetrò in vista della ripresa del servizio. In città negli ultimi giorni è stata notata una certa ripresa della domanda e in vista di lunedì 4 bisogna organizzarsi. L’ipotesi, o meglio la speranza di Palazzo dei Priori, è quella di riuscire ad arrivare a un tetto massimo di sei persone per carrozza. Non essendoci però autisti, come far rispettare la regola? Sarà lasciato tutto alla capacità dei passeggeri di autoregolarsi? In caso di risposta negativa i controlli, che per un periodo potrebbero anche essere fatti all’ingresso delle sette stazioni e non sulle banchine (due per ogni fermata) toccherebbero alla Minimetrò che però non ha personale a sufficienza. La prossima settimana, terminate le verifiche sul piano organizzativo, sarà disegnato un assetto in vista della riapertura.

Twitter @DanieleBovi

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