domenica 31 maggio - Aggiornato alle 12:52

Bonus spesa Coronavirus, sindacati: «Noi non coinvolti dai Comuni, occasione persa»

Cgil, Cisl e Uil Terni: «Gestiamo boom di ammortizzatori sociali ed emergono povertà, nostro contributo poteva essere importante»

«Nell’organizzazione delle misure anti-povertà con l’attivazione degli strumenti deliberati dal governo nell’ambito dell’emergenza Coronavirus, i sindacati non sono stati coinvolti. Peccato si è persa un’occasione di confronto e sinergia». A parlare sono i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Terni, Claudio Cipolla, Riccardo Marcelli e Gino Venturi, già da settimane alle prese con un boom di richieste di ammortizzatori sociali, che ha risparmiato, come è ovvio, pochissimi settori. I numeri sono in corso di elaborazione e purtroppo in costante crescita; tra i più colpiti c’è l’edilizia, seguono meccanica, chimica e tutto il commercio (in particolare bar, hotel, ristoranti, soprattutto nell’Orvietano) fino alle più diverse forme di artigianato tra cui parrucchieri, estetisti, barbieri, carrozzieri. «Gestire le migliaia di provvedimenti di ammortizzatori sociali sta facendo emergere forme di nuove povertà. Il contributo delle parti sociali – insistono le tre sigle sindacali – poteva essere importante».

LA SITUAZIONE IN PROVINCIA DI PERUGIA

BUONI SPESA A TERNI

Cgil, Cisl e Uil Terni «Le amministrazioni comunali della provincia – denunciano i sindacati – non hanno avvertito la necessità di consultare le organizzazioni sindacali su questa delicata partita, eppure il nostro è un osservatorio trasversale che abbiamo sul territorio. Pur comprendendo la necessità di rendere fruibili in fretta tali fondi, crediamo che bypassare il confronto, non prendere in considerazione proposte e non condividere modalità rappresenti un elemento di criticità, che rischia di non far cogliere gli effettivi obiettivi sociali di cui il territorio ha bisogno. Assistiamo – proseguono – a discussioni ed idee diverse nei comuni rispetto a come attuare gli strumenti e così si corre il rischio di preoccuparsi più dei risvolti politici che del reale bisogno delle persone. Pensiamo, invece, che l’emergenza andrebbe governata insieme, raccogliendo il contributo di tutti gli attori che interpretano un ruolo sociale ed economico, operando insieme per le persone del nostro territorio. Rinnovando il nostro impegno territoriale per il lavoro, per il sociale e contro le ingiustizie, speriamo che in futuro i diversi soggetti operanti nel territorio non perdano nuovamente l’occasione di confronto e di contributo positivo da parte delle organizzazioni sindacali utile anche e soprattutto al loro impegno».

 

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