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lunedì 18 ottobre - Aggiornato alle 01:01

Blue whale, gioco-morte che spaventa i genitori. Trivelli: «Solo show mediatico»

Cinquanta azioni verso il suicidio: ‘Svegliati alle 4.20’ è un inno alla cannabis. Life coach di Terni rassicura: «Cari mamme e papà, non c’è Balena blu da temere ma prendetevi cura dei vostri figli»

Giulio Trivelli

di Mar. Ros.

Salito alla ribalta della cronaca nazionale ed internazionale dopo un servizio tv trasmesso da Le Iene Show il ‘Blue Whale’ sta gettando nel panico migliaia di genitori. Il nome identifica una sorta di assurdo rituale, che sarebbe stato ideato da uno studente di psicologia russo, che ha lo scopo di condurre gli adolescenti verso il suicidio. Una sorta di gioco online, a dettare le regole è un ‘curatore’ (così si definirebbe quello che è ritenuto l’inventore, tale Philiph Budeikin, arrestato con l’accusa di istigazione al suicidio). Questo master detterebbe a giovanissimi, particolarmente vulnerabili, 50 azioni da compiere; l’ultima: «Gettati dal palazzo più alto della tua città e prenditi la tua vita». Oltre cento i casi di cui la stampa ha parlato, ma sono da accertare e i numeri variano. Molti genitori sono terrorizzati, ma pare non ce ne sia motivo.

Blue Whale Il fenomeno si è manifestato in Russia ma non è mancato chi lo ha dato in espansione; è preoccupante: «La diffusione della notizia può avere un effetto emulativo, la storia ce l’ha insegnato ai tempi di Goethe dopo la pubblicazione di ‘I dolori del giovane Werther’». A parlare è Giulio Trivelli, il life coach di Terni che non condivide il tam tam mediatico: «Troppo sensazionalismo attorno a questo tema così delicato. Autolesionismo e suicidio non sono giochi e purtroppo tra i giovani sono diffusi». Il ragazzo russo arrestato, secondo quanto riportato dai media, si è dichiarato colpevole di aver portato al suicidio un numero imprecisato di persone e non ha mostrato alcun pentimento: ‘Un giorno mi ringrazierete e capirete – avrebbe risposto agli agenti – avevo solo cominciato a liberare il mondo da alcuni scarti biologici della società, personalità deboli, facilmente suggestionabili, erano felici di togliersi la vita come suggerivo perché finalmente si sentivano qualcuno, considerate e riempite di calore’.

‘Il gioco della morte’ Frasi da far strabuzzare gli occhi, ma perché accettare di partecipare a questo ‘gioco della morte’ che ha il nome di Balena blue (riferito al mammifero acquatico che si arena sulle spiagge)? «È scientificamente provato – spiega Trivelli – che il cervello di un adolescente ha un’attrazione fortissima al rischio». Questo basta per capire, ma come è costruito questo rituale?  ‘Incidetevi con il rasoio una balena sulla mano e inviate la foto al curatore; guardate video psichedelici e dell’orrore tutto il giorno; ascoltate la musica che vi inviano i curatori; tagliatevi il labbro’ sono alcune delle fasi del ‘gioco’. Svegliatevi alle 4.20, l’orario ricorre e non è banale; Trivelli ha una spiegazione: «È un inno al consumo di cannabis e marijuana, utilizzato anche come codice per indicare il fumo appunto, quindi la scelta del linguaggio è mirata a far colpo sugli adolescenti, i genitori però – ammonisce – devono fare la loro parte».

Il ruolo di mamme e papà «In Italia – ammonisce Trivelli – si è passati dalla ‘famiglia caserma’ fatta di regole inflessibili alla ‘famiglia parlamento’ in cui genitori e figli stringono rapporti di ‘amicizia’ o perlomeno madri e padri sono convinti che questo possa accadere. In verità la corsa dei giovani verso l’emancipazione, quindi in piena fase di sviluppo, consiste in una distruzione simbolica dei propri genitori». L’appello del life coach è rivolto proprio a loro: «I vostri figli non hanno bisogno di parlarvi, non verranno mai a dirvi di avere un problema. Siete voi a doverli osservare e capire, i segnali non sono verbali, controllate i vostri bambini, vigilate sulla loro tendenza ad isolarsi e preoccupatevi se escono in orari insoliti o passano ore sui social network, è lì che possono essere adescati da chiunque. Amateli».

@martarosati28

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