lunedì 20 maggio - Aggiornato alle 22:39

Biogas a Vascigliano, comitato in pressing sul futuro sindaco: ecco l’istanza Enersi

Spunta una lettera del primo cittadino uscente: «Ho sempre detto no». Il piano della multinazionale e i No Inc: «Parli la Usl»

di Massimo Colonna

«Questi vengono solo a fare soldi», sospira sconsolato un anziano di fronte al logo dell’evento, una mucca che pascola sui prati di Stroncone. E’ uno degli oltre 150 cittadini che mercoledì sera hanno preso parte all’assemblea organizzata dal Comitato di Vascigliano che si batte contro il progetto di realizzazione di un impianto per la produzione di biometano, richiesto il 18 aprile scorso dall’azienda Enersi Tecnology, multinazionale con sede in Spagna. «Siamo pronti a tutto per fermarli, è troppo impattante a livello ambientale», spiega la responsabile del comitato Sabrina Scassellati. Insieme a loro anche il sindaco di Stroncone Alberto Falcini, che il 26 maggio però lascerà l’incarico a uno dei quattro candidati alla sua successione. E nel frattempo la Enersi ha depositato una istanza alla Regione per il via al progetto, al momento in valutazione.

Gli incendi di Vascigliano «Questo territorio – ha spiegato la Scassellati – ha già sofferto in termini ambientali: non possiamo permettere che vengano realizzati altri impianti che, anche se annunciati come ‘bio’ e a impatto zero, avranno sicuramente ricadute sul territorio, come dimostra la storia di queste centrali in tutta Italia». La zona di Vascigliano è quella in cui si concentra il maggior numero di industrie della zona e di recente è diventata tristemente famosa per via dei diversi incendi che hanno colpito alcuni capannoni industriali, alcuni finiti anche all’attenzione dei magistrati. Nel luglio 1997 toccò alla Asfalti Braitners, nel 2009 alla Ecorecuperi, nel 2010 e nel 2015 alla Cores e ancora nel 2015 alla Celi.

Il ruolo della Usl All’assemblea hanno preso parte anche i rappresentanti del comitato di Poggio Fidone nel Reatino e di Nettuno, entrambi alle prese con battaglie analoghe contro multinazionali del settore. Al tavolo anche Fabio Neri, presidente del comitato No Inceneritori di Terni, e Massimo Formica, presidente provinciale ternano dell’Isde (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente). In collegamento Skype poi l’avvocato Valeria Passeri, che segue da vicino le questioni ambientali. «Mi chiedo – ha spiegato Neri – a chi serva questo impianto. A Stroncone di sicuro no. Serve solo all’azienda, anche perché la tecnologia utilizzata è volta soltanto ad acquisire finanziamenti. La battaglia che portiamo avanti anche a Terni è su una migliore programmazione da parte soprattutto della Regione: è stato portato a termine il piano della qualità dell’aria che ha fotografato una situazione già nota, ossia che Terni è la città dell’Umbria messa peggio da questo punto di vista, e poi non è stata presa nessuna misura. Anche perché a Terni stiamo ancora aspettando che dalla nuova amministrazione arrivi un segnale chiaro sul fronte ambientale. Inoltre, adesso deve entrare in ballo la Usl: devono dirci chiaramente se Vascigliano può sopportare altro stress ambientale».

L’incontro di Falcini La parola poi è passata al sindaco uscente, Falcini, il quale ha svelato il primo incontro avuto con i rappresentanti dell’azienda. «Sono venuti da me e io gli ho subito fatto capire che non ero d’accordo, anzi che gli avrei mandato i controlli tutti i giorni. Sono spariti per un periodo e poi sono tornati alla carica. Io faccio quel che posso: all’ultima conferenza dei servizi ho anche spiegato alla Regione che non devono chiamarmi se non posso intervenire nella vicenda in alcun modo. Io tra dodici giorni termino il mandato, il mio impegno a tutela dell’ambiente è stato costante e resterò al vostro fianco», ha concluso rivolto al comitato. Poi ha citato una sua lettera letta alla conferenza dei servizi: «La volontà dell’amministrazione è quella di non permettere l’insediamento di nuove attività che emettono sostanze inquinanti o maleodoranti, comprese quelle che richiedono l’utilizzo di biomasse di qualsiasi natura. La proposta di realizzazione dell’impianto contiene degli aspetti di criticità, di cui non si è tenuto conto e che non sono stati evidenziati, principalmente l’ubicazione vicino alle abitazioni e alle scuole di Vascigliano».

Chi è Enersi Intanto però l’iter amministrativo è partito: dagli uffici della Regione ecco la ‘Procedura autorizzativa in itinere’ relativa proprio alla «Istanza di autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio di un impianto per la produzione di biometano avanzato della capacità di 500 Smc/h, in loc. Vascigliano nel comune di Stroncone. Proponente Enersi Teconlogy S.A. Srl». La Enersì è una multinazionale con sede in Spagna, come recita il sito ufficiale, e che si occupa anche di centrali a biogas. «Enersi – spiega l’azienda sul proprio portale – è in grado di garantire un servizio completo che parte dalla progettazione adattata alle varie esigenze aziendali dell’impianto, alla fase esecutiva che include il montaggio, l’avviamento e la formazione del personale addetto. La fornitura dei macchinari necessari include altresì un sistema di controllo personalizzato e gestito da un apposito Plc che consente di monitorare l’impianto costantemente a distanza e di ottimizzare il funzionamento e quindi i rendimenti, minimizzando i consumi. Gli impianti dimostrano l’esperienza consolidata e la validità delle progettazioni e delle tecnologie applicate».

Il futuro La palla ora dunque passa al successore di Falcini. All’evento erano presenti i quattro candidati (Giuseppe Malvetani, Marco Serafini, Luigi Dionisi e Elisabetta Corbucci) ai quali il comitato ha lanciato un monito: «Chiunque di voi vinca sarà il responsabile di come finirà questa storia e quindi della salute di tutti noi».

@tulhaidetto   

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