domenica 15 dicembre - Aggiornato alle 17:48

Bassetti: «Nuovo governo nasca su progetto, non su un contratto. Imitate San Lorenzo»

Il cardinale è stato intervistato al Corciano festival. Nell’omelia per la festa del santo patrono ha invitato a costruire una città senza mura

Bassetti durante l'intervista a Corciano

«Il Governo di qualunque colore sia deve nascere su un progetto, su punti concreti non su un contratto». Le parole sono del cardinale Gualtiero Bassetti, intervistato venerdì sera dal giornalista Claudio Sabelli Fioretti al Corciano festival. Il porporato ha parlato anche di Unione europea, sottolineando che «doveva essere l’Europa dei popoli, invece è diventata l’Europa del carbone e poi quella delle banche». Bassetti ha parlato anche della crisi economica che «ha portato sofferenza e la sofferenza ha portato alla rabbia», e del ruolo dei cristiani nella vita pubblica: «La politica deve essere un servizio di carità per i cristiani. Se tutti i cristiani – ha detto – si impegnassero nel senso che sto dicendo, qualcosa di più risplenderebbe nella politica». E per chi fa politica non devono venire «prima gli italiani ma deve venire prima chi ha bisogno. Sono stato a Lampedusa – ha ricordato Bassetti -, ho visto le condizioni disumane di chi rischia la vita fuggendo dalla violenza, dalla miseria, dai centri di detenzione in Libia».

L’intervista A Corciano il cardinale ha ricevuto il premio «L’Umbria nel cuore», assegnato come ogni anno dal festival, e ha annunciato la decisione di organizzare dal 18 al 23 febbraio 2020, a Bari, un incontro con tutti i vescovi dei 35 paesi bagnati dal Mediterraneo. «Nel mio piccolo, come responsabile dei vescovi d’Italia – ha precisato il presidente della Cei – ho preso una decisione coraggiosa: fare un convegno con tutti i vescovi dei paesi bagnati dal Mediterraneo perché mi sono reso conto che abbiamo anche noi dei punti di vista diversi anche sui problemi dei migranti. Dobbiamo confrontarci e vedere quale possa essere la linea migliore. Io credo che la Chiesa abbia una grande responsabilità. Deve essere maestra di vita».«Non possiamo non accogliere chi cerca aiuto – ha detto poi Bassetti continuando a parlare di immigrazione – abbiamo il dovere di mettere al primo posto il rispetto della vita e della dignità delle persone. La presenza dei migranti e dei rifugiati, di chi ha bisogno di aiuto, rappresenta una possibilità per recuperare le dimensioni essenziali della nostra umanità. Italiani razzisti? No, sono paralizzati dalla paura che impedisce qualsiasi apertura verso l’altro. La Chiesa ha l’obbligo di educare, di liberare la gente dalla paura, basandosi sull’incontro e il dialogo».

San Lorenzo Sabato invece Bassetti ha presieduto le celebrazioni, nella cattedrale di San Lorenzo, per la festa del santo patrono che dà il nome alla chiesa. Un santo di cui il porporato ha parlato come di «un richiamo forte» per i credenti e per tutta la città. «Tutti noi, fratelli, siamo chiamati – ha detto nell’omelia – a seguire gli insegnamenti di Lorenzo e ad imitarlo nel suo amore ai poveri. Amate questa nostra città, siate perciò costruttivi, comunicando, nonostante tutto, gioiosa speranza, edificando insieme una comunità in cui regni la pace». Per Bassetti «bisogna ricreare un clima che porti fiducia e che ci solleciti a lavorare insieme, per costruire una città solida e compatta, senza bisogno di mura o peggio di muri» e, tornando sul tema dell’impegno dei cattolici nella vita pubblica, si è detto convinto che «oggi non basti nemmeno rinchiudersi nell’ambito del volontariato e della Caritas. I valori evangelici vanno tradotti anche nell’impegno costruttivo del governo della città. I cristiani, ed è la loro vocazione, sono chiamati a compiere ogni passo che possa restituire un’anima alla città e alle sue istituzioni».

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