venerdì 24 novembre - Aggiornato alle 12:26

Autismo, in Umbria numeri in crescita: «Equipe territoriali ma servono maggiori risorse»

In tre anni nel Perugino casi raddoppiati. Approvata all’unanimità la risoluzione in Consiglio regionale

Equipe territoriali per i disturbi dello spettro autistico, i cui casi sono più che raddoppiati tra il 2013 e il 2016 anche per una maggiore accuratezza nella diagnosi. L’Aula del Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una proposta di risoluzione che impegna la Giunta affinché siano istituite dalle due Usl umbre, come previsto dalla delibera di Giunta ‘169/2016’.

Autismo in aumento Illustrando l’atto di indirizzo, il presidente della Terza commissione, Attilio Solinas, ha evidenziato che “mancano dati epidemiologici attendibili, regionali e nazionali, ma secondo la letteratura internazionale l’incidenza dei disturbi dello spettro autistico è in netto incremento mentre l’istituzione delle équipe territoriali risulta ancora non realizzata in modo omogeneo su tutto il territorio regionale. Inoltre per la società italiana di epidemiologica psichiatrica ci sarebbe una carenza nelle dotazioni di organico nei dipartimenti di salute mentale in particolare per quanto riguarda la Regione Umbria, che si trova all’ultimo posto in questo ambito. Nella proposta di risoluzione – ha spiegato Solinas – si chiede anche di favorire l’incremento delle dotazioni d’organico dei Servizi dell’età evolutiva e dell’età adulta, al fine di poter avere disponibili tutte le risorse professionali necessarie alle equipe territoriali per i disturbi dello spettro autistico, e di rafforzare la rete delle strutture diurne sia per minori che per adolescenti e adulti e di quelle residenziali dedicate alle persone con questo disturbo. Si auspica infine la realizzazione un sistema di raccolta dati informatizzata al fine di avere adeguati dati epidemiologici, necessari per una programmazione dei servizi proporzionati alle esigenze della popolazione con disturbo dello spettro autistico».

Il dibattito Marco Squarta (FdI) ha sottolineato che «la risoluzione fa fare dei passi avanti anche se servirebbero delle risorse per l’assistenza in casa dei bambini malati. Ci sono metodologie terapeutiche, come la Aba, che le Asl però non intendono applicare. Sarebbe necessario una apertura anche in questo senso». Claudio Ricci (Rp) ha evidenziato che «è stata posta la richiesta di maggiore attenzione nella sistematizzazione dei dati che possono essere raccolti per singola patologia». Per Emanuele Fiorini (Lega nord) «serve un supporto per genitori e insegnati che si trovano a sostenere il carico di un bambino affetto da questa patologia». Secondo Andrea Liberati (M5s) «le risposte date alle famiglie non sono sufficienti, soprattutto per quanto riguarda i bambini più piccoli. Occorre allargare la rete sociale». Solinas propone «una apposita formazione del personale e un potenziamento dei centri diurni e delle strutture che supportano le famiglie».

Barberini: «Casi in aumento in Umbria» L’assessore Luca Barberini ha evidenziato come «la legge nazionale in materia è dell’agosto 2015 ma la Regione Umbria, già dal 2012, ha elaborato linee di indirizzo per la diagnosi e la presa in carico dei soggetti con spettro autistico. Sempre nel 2012 è stato costituito il Centro riferimento regionale per i disturbi dello spettro, allo scopo di acquisire il maggior numero possibile di dati. La prima dotazione è stata di 167 mila euro ma nel corso del 2016 il fondo è stato incrementato a 350 mila euro per il biennio 2017/2018. Il servizio di neuropsichiatria, nel solo distretto del Perugino, con 25 mila minori tra zero e 14 anni, nel 2016 ha seguito 169 soggetti mentre nel 2013 erano 83. C’è un incremento dei casi quindi, forse anche perché c’è una diagnosi più appropriata. Oltre all’incremento dei fondi abbiamo deciso di esplorare ulteriormente la materia. È stato insediato un tavolo tecnico scientifico a cui partecipano i referenti delle aziende sanitarie. Dobbiamo investire in formazione per i professionisti che si occupano di questa materia ed abbiamo attivato corsi di formazione per gli operatori delle aziende sanitarie. Potremmo prevedere un capitolo specifico nel piano sanitario regionale ed anche ulteriori stanziamenti. È stato fatto un percorso prima ancora della entrata in vigore della legge nazionale, che potrà avere una ulteriore evoluzione alla luce dei bisogni che stanno emergendo in Umbria».

Una replica a “Autismo, in Umbria numeri in crescita: «Equipe territoriali ma servono maggiori risorse»”

  1. Paola ha detto:

    Una delle prime cose da fare è DARE LORO PIÙ ORE DI SOSTEGNO A SCUOLA

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