sabato 25 maggio - Aggiornato alle 17:05

Attentato ai musulmani in Nuova Zelanda, da Assisi: «Una sola famiglia umana, preghiamo per voi»

I frati francescani sconcertati per il barbaro attentato che conta 49 morti ad opera di un commando di 4 persone tra cui una donna

Due moschee assaltate una dietro l’altra, il fuoco in diretta Facebook da parte degli attentatori, 49 morti e un commando di 4 persone tra cui una donna, in un vile attentato compiuto in Nuova Zelanda e che tiene il mondo con il fiato sospeso. E’ accaduto alle 13.40 di ieri ora locale, quando in Italia era l’una e quaranta della notte. A guidare l’assalto prima alla moschea di Al Noor, sia nella sezione maschile che in quella femminile, poi, con le stesse modalità alla moschea di Masjid nel sobborgo di Linwood , un ventottenne australiano, Brenton Tarrant che nell’orribile live della strage si descrive come: ‘un normale uomo bianco’, dichiarando di ispirarsi alla strage compiuta ad Utoya, in Norvegia, da Anders Breivik nel 2011. Sulle armi utilizzate dal commando, riprese in una diretta Facebook, poi rimossa dalla piattaforma social, di cui però sono ancora tutt’ora in circolo in rete e sui media le foto, sono riportate le scritte di diversi attentatori, tra cui anche quella di Luca Traini che nel 2018 tentò una strage di migranti a Macerata. E’ un chiaro attentato di matrice razzista, contro i migranti musulmani.

I frati francescani del Sacro Convento di Asssisi, attraverso una nota hanno espresso «profondo dolore e solidarietà ai fratelli musulmani e alle loro famiglie. Un atto di brutalità contro civili innocenti riuniti in preghiera. Non esistono né stranieri né ospiti, né cristiani né musulmani, né bianchi né neri, ma esistono solo uomini e donne in cammino verso l’unità della famiglia umana. I frati profondamente toccati – ha dichiarato il direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi, padre Enzo Fortunato – pregheranno sulla tomba di san Francesco affinché i cuori imbarbariti dall’odio imparino a rinunciare alla violenza e ad abbracciare la via della pace. Termini il tempo della divisione si alimenti la cultura dell’unità».

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