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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 17:37

Ater: investimenti e iniziative per la sostenibilità abitativa e sociale, ecco il piano

Conferenza stampa a palazzo Donini sull’edilizia residenziale pubblica. In arrivo investimenti importanti, la presidente Tesei: “Casa bene primario, la sostenibilità come filo conduttore”

Emiliano Napoletti, presidente Ater, con Donatella Tesei e l'assessore Enrico Melasecche (foto di Letizia Biscarini)

di Letizia Biscarini

Presentato a palazzo Donini il piano di Ater Umbria per introdurre azioni concrete di riqualificazione sociale. Si parla di investimenti per oltre 314 milioni di euro fino al 2026 da trasformare in servizi. Ater promuove quindi un nuovo patto con l’utenza, sperimentando azioni innovative di ascolto e prossimità, come il portierato di quartiere, il varo di una nuova carta dei servizi, una gestione implementata dei rifiuti, e il contrasto alla povertà energetica.

«L’idea è di attivare tutta una serie di iniziative che avvicinino l’utenza e gli inquilini per condividere i percorsi e cercare di coprire quante più esigenze possibili, nell’ambito del nostro ruolo e con la collaborazione degli inquilini. Vogliamo costruire un nuovo patto che ci consenta di essere noi più vicini, gli inquilini più soddisfatti e il patrimonio più tutelato.» dice il presidente di Ater, Emiliano Napoletti.

Quartieri sostenibili Si valutano, quindi, le sperimentazioni di portierato sociale, tramite l’individuazione da parte di Ater di figure con competenze e professionalità orientate sia alla gestione e all’amministrazione, che alla mediazione e alla risoluzione dei conflitti.

Per quanto riguarda il supporto alla gestione delle forniture energetiche, per ridurre lo spreco e aumentare l’efficienza, Ater propone due piani: il primo che riguarda l’individuazione delle situazioni in cui si potrà agire direttamente tramite la realizzazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili che possano contribuire per quanto riguarda gli ambiti condominiali, specialmente dove esistono delle situazioni compatibili con le esigenze specifiche di questo tipo di impianti. La seconda parte sarà invece volta all’individuazione di partner che permettano la creazione di profili di consumo per ogni utente, affinché si responsabilizzi l’inquilino alla riduzione dello spreco energetico.

Un piano che si articola attorno al presupposto della sostenibilità a tutto tondo, ambientale, economica e sociale, e al mutamento del profilo degli inquilini dovuto ai difficili anni di pandemia e crisi economica. La nuova utenza, a differenza del passato, è costituita da nuclei familiari di grandi dimensioni, spesso più giovani rispetto all’utenza “storica” di Ater, con minori disponibilità economiche, bisogni fino ad ora inediti e diversificati, e di conseguenza con un impatto rilevante sui ricavi.

Investimenti per milioni di euro Dei 314 milioni di investimenti che Ater ha individuato come risposta operativa al bisogno abitativo, circa 130 milioni dovrebbero arrivare dal Superbonus 110 percento. Circa 75 milioni saranno invece presi dal Programma innovativo qualità dell’abitare, piano di investimento previsto dal Pnrr volto a migliorare e aumentare l’housing sociale, favorendo l’accessibilità, la sicurezza e aumentando la qualità dell’ambiente, e ad effettuare interventi sull’edilizia residenziale pubblica. Ancora, 36 milioni dal programma Sicuro verde sociale, 30 milioni dalla ricostruzione post sisma e 60 milioni dai fondi comunitari Por-Fesr, Puc e Poa.

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