mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 07:38

‘Mozione omofoba’, monta la protesta contro Assisi. Marini: «Contenuti lesivi di diritti»

Catiuscia Marini e Claudio Ricci

di Ivano Porfiri

Cresce la protesta contro il Comune di Assisi per l’approvazione dell’ormai famosa «mozione urgente a favore della famiglia ‘naturale’: padre è maschio e madre è femmina» che, tra le altre cose, istituisce la «festa della famiglia naturale». Un fronte del no fatto di associazioni e cittadini. Tra le voci che circolano ci sarebbe anche quella di un gesto eclatante nel giorno della visita della commissione chiamata ad assegnare il ruolo di Capitale della cultura 2019. E sul tema interviene a gamba tesa anche la presidente della Regione, Catiuscia Marini.

IL TESTO INTEGRALE DELLA MOZIONE

Marini: «Mozione lede diritti» «Pur rispettando pienamente l’autonomia del Consiglio comunale di Assisi – afferma – ritengo che alcuni contenuti di quella mozione possano apparire lesivi dei diritti e dell’immagine di cittadini discriminati sulla base del proprio orientamento sessuale. Sono certa di interpretare con ciò il sentimento prevalente degli umbri profondamente collegato anche alla tradizione spirituale di questa terra, improntato al totale rispetto delle differenze».

Contro ogni discriminazione Marini interviene anche «in vista anche di un fondamentale appuntamento particolarmente significativo per Perugia e per l’Umbria, e cioè la visita della Commissione per valutazione della candidatura di Perugia-Assisi a capitale europea della cultura 2019», per ribadire che «questa regione si è sempre contraddistinta per l’affermazione dei diritti di cittadinanza delle persone e contro ogni forma di discriminazione». La presidente della Regione ricorda altresì come «lo stesso Statuto della Regione Umbria sancisce all’art. 5 il diritto all’uguaglianza e a concorrere a rimuovere ogni forma di discriminazione, compresa quella attinente l’orientamento sessuale. L’Umbria, Perugia e tutte le sue città – prosegue Marini – sono da sempre luogo di affermazione della piena cittadinanza e del rispetto delle persone, compreso il diritto fondamentale all’orientamento sessuale di ciascuno». E anche personalmente «in sede europea – aggiunge la presidente – ho dato sempre il mio contributo per l’avanzamento dei diritti di cittadinanza». 

Pagina Facebook Dopo le associazioni, in primis Omphalos Arciogay, ma anche Amnesty International, a scendere in campo sono stati poi gli stessi i cittadini assisani a creare uno spazio di protesta con la pagina Facebook LiberaMente famiglie – per il ritiro della mozione di Assisi che dal 10 settembre ha raccolto oltre 1.100 like. «Un gruppo di cittadini di cui faccio parte si è indignato – scrivono i promotori -. Adesso ci servirebbe proprio un miracolo (se ti aspetti un miracolo dagli italiani stai sognando… magari dall’Europa, ma dagli italiani scordatelo)». Tra le iniziative, quella di creare dei video con lo slogan-hashtag #wearefamilies

Lettera aperta Oltre alla pagina Facebook, alcuni cittadini hanno scritto anche una lettera aperta contro la «mozione omofoba e discriminatoria». La riportiamo integralmente:

Si avvicina Perugia 2019, la Provincia tutta si prepara. Idee, progetti, attività. Le associazioni sono i motori e gli ingranaggi della cultura. Non c’è Comune, non c’è gruppo di cittadini che non abbia deciso di metterci del proprio.

Invece Assisi, città della pace che ha dato i natali a san Francesco, città dell’accoglienza che durante la II Guerra Mondiale ha ospitato gli ebrei perseguitati dal regime fascista, ora è una città che si chiude.

Si chiude al mondo approvando in sede di consiglio comunale, il 29 agosto, la “mozione urgente a favore della famiglia ‘naturale’: padre è maschio e madre è femmina”, una mozione che lede i diritti dei cittadini, in aperto contrasto con le direttive europee, precludendo a Perugia la possibilità di vittoria quale capitale europea della cultura. Infatti uno dei criteri fondamentali su cui si basa il giudizio della Commissione europea è la valutazione dell’avanzamento delle politiche sociali e culturali delle città candidate.

In questa mozione si nega validità e riconoscimento a qualsiasi famiglia che non sia formata da un uomo e da una donna sposati. Coppie omosessuali, genitori single e coppie di fatto non sono famiglie, o perlomeno non famiglie capaci e degne di crescere dei bambini. Solo la “famiglia naturale”, e soltanto lei, è “in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi”.

Non solo viene imposta una posizione che non rispecchia quella di tutti i cittadini, ma lo si fa anche in maniera subdola e irrispettosa; direttive del genere, inoltre, non sono e non devono essere di competenza del Comune. I contenuti che vi troviamo sono fortemente discriminatori, e la forma con cui sono espressi è inadeguata e indelicata. Si arriva a parlare di “presunte discriminazioni” nei confronti degli omosessuali: parole inaccettabili, parole che insultano la memoria e le famiglie delle vittime dell’omofobia, parole che necessitano di pubbliche scuse.

Questa mozione è un ritorno ad un passato che non esiste più. Sa di inquisizione medievale, di leggi razziali e di fondamentalismo. E’ paura del diverso.

L’indignazione ha spinto un gruppo di cittadini (di Assisi e non) appoggiati da varie associazioni a riunirsi per manifestare il proprio dissenso. Abbiamo creato la pagina Facebook “LiberaMente famiglie” in cui si chiede agli oltre 1000 “like” di realizzare un video da divulgare con l’hashtag ‪#‎wearefamilies‬. Inoltre, stiamo portando avanti una raccolta firme da effettuare porta a porta, nelle piazze e per le vie della città, per poter parlare con la gente e spiegargli che: chiediamo il RISPETTO di ogni scelta di vita, orientamento e tipo di famiglia. Crediamo nel valore del DIALOGO e nell’INFORMAZIONE senza censure. Sappiamo che l’unica “famiglia naturale” è quella costruita con, per e sull’AMORE e che crediamo in un Paese in cui non si abbia paura di insegnare ai propri figli che esistono altre realtà, che esiste la sessualità, che essere omosessuali è una possibilità delle tante; in cui tutti si vedano riconosciuta la propria libertà di dire, di fare, di essere, di amare. Noi crediamo in un’Assisi diversa, che si faccia portatrice di valori nuovi, che si spogli di quegli stracci che agli occhi dei più la fanno sembrare come un luogo in cui il tempo si è fermato al 1200.

Scriviamo questa lettera per far udire la nostra voce, non sentendoci rappresentati da chi di dovere. Stiamo gridando il nostro sdegno tramite ogni mezzo di comunicazione, puntando a coinvolgere e mobilitare l’opinione pubblica per poter presentare una contro-mozione al prossimo Consiglio comunale. Infine ci auguriamo che Assisi possa tornare a dare il buon esempio e che nessun altro comune italiano approvi un simile documento.

Non restiamo ancorati ad assurdi stereotipi che crollano sulle proprie fondamenta. Non lasciamo che ci tengano ignoranti e pieni di paura, o almeno non diamogli una mano nel farlo.
Apriamoci.

2 risposte a “‘Mozione omofoba’, monta la protesta contro Assisi. Marini: «Contenuti lesivi di diritti»”

  1. Stefano ha detto:

    E’ possibile leggere la mozione per intero? Le poche parole virgolettate presenti qui risultano insufficienti per una panoramica sulla questione. Grazie! 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.