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domenica 3 luglio - Aggiornato alle 22:06

Anticoagulanti e ictus: la sperimentazione clinica italiana inizia dall’ospedale di Foligno

Progetto europeo che coinvolge 654 pazienti e diversi paesi europei: in Italia coinvolte 15 strutture, quattro sono umbre

San Giovanni Battista di Foligno

Esaminare la migliore prevenzione dell’ictus per i pazienti che hanno avuto un’emorragia intracerebrale, sanguinamento all’interno del cervello e un’aritmia cardiaca comune chiamata fibrillazione atriale. Si chiama Prestige-Af il progetto internazionale che coinvolge il San Giovanni Battista di Foligno a cui è stato assegnato il primo caso italiano per la sperimentazione clinica, coordinata dall’Imperial college di Londra e dall’Azienda ospedaliera di Perugia. Complessivamente saranno reclutati 654 pazienti provenienti da diversi paesi d’Europa per aiutare a rispondere alla domanda se questi soggetti debbano assumere farmaci anticoagulanti per prevenire l’ictus. Impegnate nel progetto la struttura complessa di Neurologia del direttore Mauro Zampolini e la Stroke Unit guidata da Pierluigi Brustenghi, che saranno coordinati dai dottori Francesco Corea e Monica Acciarresi, mentre è stata la prof Valeria Caso, dell’ospedale di Perugia, a presentare lo studio in Italia su cui è garantita la piena  operatività dei centri partecipanti per lo studio della profilassi secondaria dell’ictus cardioembolico in pazienti affetti da fibrillazione atriale e postumi di emorragia cerebrale. Quindici i centri italiani che partecipano, tra cui quattro umbri, ossia Branca, Città di Castello, Foligno e Perugia, tutti autorizzati a reclutare candidati. «Si tratta di un esempio significativo – ha detto il dg della Usl 2 Massimo De Fino – che conferma la proficua collaborazione e la stretta sinergia tra i professionisti ed i reparti della rete ospedaliera umbra non solo nella gestione clinica ma anche nel settore della ricerca avanzata».

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