sabato 25 maggio - Aggiornato alle 17:52

Anche in Umbria si prescrivono troppi antibiotici. Burioni: «Pericolo di batteri multiresistenti»

Consumi in calo dal 2013 ma comunque sopra la media italiana. Il medico mette in guardia: «Non solo inutili ma dannosi per nostra salute»

Uso degli antibiotici in rapporto alla popolazione nel 2017 (Fonte: Aifa)

di Iv. Por.

Anche l’Umbria è tra le regioni che consumano troppi antibiotici ed è per questo esposta al rischio dei “batteri resistenti”, cioè quei ceppi che diventano capaci di sopravvivere e moltiplicarsi pur in presenza di uno o più antibiotici e quindi di continuare a causare l’infezione. A lanciare l’allarme, dopo l’aumento dei casi di morte registrati negli ultimi anni, specie in alcune regioni del Sud, è il celebre medico Roberto Burioni in un articolo del suo portale Medical Facts. Burioni riporta la mappa contenuta nell’ultimo rapporto dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), riferita al 2017, che mostra le regioni italiane classificate in base alla quantità di antibiotici prescritti in rapporto alla popolazione. «Quelle in blu – sottolinea Burioni – rischiano maggiormente di selezionare i pericolosi batteri multiresistenti».

Umbria: consumi in calo ma alti Nel 2017 secondo il rapporto ‘L’uso dei farmaci in Italia’ in Umbria sono stati spesi 16,6 milioni di euro per antibiotici, il 4,7 per cento della spesa del Sistema sanitario nazionale pari a 17,83 euro pro capite, in aumento del 3,1% sul 2016. Nella nostra regione vengono consumate mediamente 24,6 dosi di farmaco antibiotico giornalmente ogni 1000 abitanti (è il parametro di riferimento con cui è costruita la mappa). Va detto che l’andamento è in progressivo calo: da 27,4 del 2013 (l’Umbria era dietro solo a Campania, Puglia e Calabria) si è passati a 26,5 nel 2014, 25,6 nel 2015, 24,7 nel 2016 e appunto 24,6 nel 2017. Ma comunque il dato resta molto al di sopra della media nazionale di 21,4 e di quelli di tutte le regioni del Centro-Nord.

Salute in pericolo «Abbiamo parlato degli antibiotici e del pericolo per la nostra salute che costituiscono i batteri che diventano a essi resistenti – scrive Burioni -, cosa che accade quando gli antibiotici vengono usati troppo e male». Come è possibile un simile divario nelle prescrizioni in Italia? Lo scienziato esclude che in alcune zone d’Italia circolino più batteri che in altre e anche che al Nord non si prescrivano antibiotici quando servono. «Rimane quindi – nota – un’ultima spiegazione: nelle regioni blu si prescrivono troppi antibiotici e si prescrivono, quindi, male. Qualcuno di voi può pensare che questo sia uno spreco di soldi e invece si sbaglia: non è solo uno spreco, è sprecare soldi al fine di ottenere un danno. Non solo sprechiamo denaro che potrebbe essere utilizzato per cure necessarie, ma mettiamo in pericolo la nostra salute, favorendo l’insorgenza di ceppi di batteri resistenti».

 

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