martedì 4 agosto - Aggiornato alle 00:42

Ambiente, riforma Arpa: a Terni sede legale e scuola alta formazione

Consiglio regionale approva all’unanimità proposta Pd-Lega: funzioni ente inalterate, dipartimenti coincidenti con le Asl

 

Approvata all’unanimità la proposta di legge sulla riforma dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) frutto dell’unificazione di due atti uno a firma di Fabio Paparelli (Pd) e l’altro dei consiglieri della Lega con primo firmatario Daniele Carissimi col pieno consenso della giunta rispetto ai contenuti, da parte dell’assessore Roberto Morroni.

Riforma agenzia ambiente La proposta di legge della Prima commissione – spiega in una nota l’ufficio stampa di Palazzo Cesaroni – ribadisce e rafforza la ripartizione dell’Arpa in due dipartimenti territoriali dotati di autonomia gestionale e funzionale, con una suddivisione territoriale esattamente sovrapponibile all’estensione delle Asl, e con ognuno un direttore dipartimentale. Il direttore generale, scelto con criteri di merito, può anche essere coadiuvato da un direttore amministrativo e di un direttore tecnico. «Molto positivo – ha dichiarato Paparelli – il fatto che sia stata recepita la proposta di legge da me avanzata, in cui si stabiliva il trasferimento della sede dell’ente presso la città di Terni ed una riorganizzazione funzionale in due dipartimenti coincidenti con le due Asl, per favorire una migliore integrazione tra politiche ambientali e sanitarie. Un provvedimento importante, per certi versi doveroso, dato il peso che sta gravando sul capoluogo di Provincia, in relazione alle elevate criticità ambientali che sono emerse in questi anni, a causa della presenza della maggior parte delle industrie manifatturiere e siderurgiche dell’Umbria. Pur nella legittimità della scelta spiace constatare che proprio il Presidente dell’Assembea Regionale Marco Squarta (Fd’I), che dovrebbe rappresentare l’intera Regione, si sia astenuto sul provvedimento di trasferimento della sede a Terni, affermando una visione dell’Umbria non solidale».

Arpa Umbria Terni è anche sede della scuola di alta formazione che viene creata all’interno dell’Arpa, dedicata alla formazione e alla realizzazione di una serie di iniziative coordinate sul tema dell’ambiente. Questo per valorizzare la funzione di educazione ambientale dell’Agenzia. Inoltre viene introdotto il rispetto dei Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta), standard che la normativa nazionale prevede non debbano essere disattesi, e l’azione dell’Arpa deve essere programmata con piani triennali a relazioni annuali. Le funzioni dell’Arpa – si legge ancora nella scheda illustrativa fornita da Palazzo Cesaroni – sono rimaste inalterate, ma vengono rafforzate per la capacità di vigilanza e controllo, una delle prerogative più importanti dell’Agenzia. Si introduce anche la Carta dei servizi e delle attività per informare preventivamente i cittadini sugli standard dei servizi offerti e sulle modalità di svolgimento delle sue prestazioni.

Riforma Arpa Il relatore Daniele Nicchi (presidente della Prima Commissione che ha lavorato alla riforma) ha ricordato che «il testo della proposta di legge di riforma dell’Arpa è frutto dell’unificazione di due atti uno a firma di Fabio Paparelli (Pd) e l’altro presentato dai consiglieri della Lega, con primo firmatario Daniele Carissimi. In audizione l’assessore Roberto Morroni ha espresso la piena condivisione da parte della giunta sulla necessità di adeguare l’impianto complessivo dell’Agenzia alle norme più recenti e il direttore di Arpa Umbria Luca Proietti ha ribadito la presenza di elementi innovativi di entrambe le proposte di legge rispetto agli adeguamenti normativi. Con questa modifica sono introdotte alcune innovazioni normative alla legge regionale ‘9/1998’ che si caratterizzano come adeguamento alla normativa nazionale ‘132/2016’ e come migliore esplicitazione dei principi in essa contenuti».

Carissimi «Come primo firmatario della proposta di legge – ha detto il consigliere Leghista Daniele Carissimi – ricordo che era necessario intervenire sulla legge regionale del 1998 perché la legge nazionale del 2016 ha ridisegnato tutta la rete della agenzie regionali. Tra i punti principali su cui siamo intervenuti da sottolineare i Lepta, parametri delle prestazioni delle agenzie indicati dalla legge nazionale; il programma triennale di attività elaborato dal direttore, trasmesso alla Giunta e poi approvato dall’Assemblea; il forte investimento nella formazione per sviluppare una cultura ambientale; la capacità concreta di attività di vigilanza e controllo per effettuare al meglio la tutela ambientale; la carta di servizi e delle attività per informare i cittadini degli standard minimi; l’introduzione dei criteri di scelta per il direttore generale; lo spostamento della sede legale da Perugia su Terni. Inoltre la divisione dell’agenzia in due dipartimenti territoriali con a capo due figure di nomina del direttore che hanno autonomia gestionale. Il direttore ha anche la possibilità di prevedere direttori di settore tra i dipendenti dell’agenzia. Infine da ricordare l’istituzione della scuola di alta formazione ambientale con sede in Terni, che ha già una struttura destinata a ospitare eventi formativi, per consolidare le finalità di educazione ambientale in un territorio compromesso come quello ternano».

De Luca «Voterò a favore a questa proposta – è stato il commento del capogruppo grillino Thomas De Luca – che tocca un nodo centrale e che arriva qui dopo anni di lotte e lavoro di inchiesta dal basso sulla questione ambientale ternana, che ha portato anche a una presa di coscienza collettiva. A Terni la situazione è drammatica, ma a norma di legge. In Italia le normative continuano a essere troppo blande. Mancano le azioni. Spostare la sede di Arpa a Terni è il minimo indispensabile che la Regione poteva dare a questo territorio. Bene l’autonomia territoriale ma serve l’autonomia scientifica per far capire che è necessario cambiare paradigma radicalmente. Diventa strategico il ruolo dell’Assemblea nel richiedere sistematicamente conto a chi ha deve svolgere questa attività sui territori. Arpa deve essere un supporto tecnico alle decisioni politiche che non possono più aspettare».

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